ORA DI PUNTA

Politica o

spettacolo?

di Nuccio Fava

Non ha sosta la campagna mediatica del presidente-segretario. E’ appena trascorso il bagno di folla tra il suo popolo alla festa nazionale dell’Unità che Renzi prosegue nella onnipresenza da mattatore in tv, fortunatamente incalzato in parte, l'altra sera, da Federico Geremicca de La Stampa, la parte più dialettica e più politica della trasmissione. Ne risulta un presidente del Consiglio sempre all’attacco e fortemente determinato. Deve però riconoscere che la crescita ancora non c’è, che bisogna ridurre il costo del lavoro e il carico fiscale alle aziende, indispensabile per rilanciare produzione e consumi che non danno segni di ripresa. Più problematico è come recuperare le risorse, come fronteggiare le tante domande economico-sociali che salgono dai cittadini. Anche da parte dei cittadini magistrati e dei cittadini in divisa. Le risposte liquidatorie, in qualche modo sprezzanti, persino irridenti (“che paura!” ha replicato al parere critico dell’Anm) aggravano perplessità e timori. Né vale dire ”non si indietreggio di un centimetro nel cambiamento che l’Italia vuole”.

Nulla di realmente significativo, nemmeno per la conduzione del Pd, nel frattempo appesantito e turbato dalle vicende emiliane e da quanto si preannuncia per le primarie in Calabria. L’allargamento della segreteria resterebbe un elemento di facciata se la minoranza viene chiamata ad aggiungersi su scelte già definite e preconfezionate, senza vera dialettica e un confronto aperto. Il problema del partito non è riducibile a far coesistere maggioranza e minoranza. In un partito democratico maggioranze e minoranze hanno una funzione più vitale, al fine di approfondire e meglio rappresentare sensibilità e punti di vista che emergono nella società e nei suoi settori più dinamici.

La questione riguarda tutto il sistema politico ed in ultima analisi il funzionamento della stessa democrazia. La tentazione della personalizzazione e spettacolarizzazione della leadership sembra in questa fase una strada obbligata, ma a parte ogni altra considerazione, l’una e l’altra restano legate a risposte emotive e di incerta durata. S’impone pertanto una riflessione profonda sulla riforma del partito, della forma partito, che non può essere ridotto a comitato elettorale intorno al leader. Problema che si riflette anche in periferia e nei rapporti tra dirigenze locali e quella del centro. Le stesse primarie non sono una soluzione miracolistica, pur rappresentando l’espressione di un metodo positivo, perché le esperienze compiute mostrano che non scompaiono manovre e giochi di potere, personalismi e comportamenti discutibili. Maiora premunt si dirà. Ed è comprensibile. Ma lo stesso segretario-presidente del Consiglio deve farsene carico.

  Giovedì 11 Settembre 2014
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Tremonti: Italia ok sul fronte occupazione

Per quali ragioni lo spread dei titoli di Stato spagnoli con i bund tedeschi è minore di quello dei Bot italiani? Alla domanda, rivolta da un cronista a Giulio Tremonti durante la sua conferenza stampa alla fine del Consiglio Ecofin oggi a Lussemburgo, il ministro dell'Economia ha risposto che "ci sono varianti diverse", ma che "nel caso della Spagna potrebbe dipendere dall'annuncio di elezioni anticipate (dato dal premier José Luis Zapatero, ndr) e dalle prospettive di un nuovo governo".

Secondo il ministro "se guardate le tabelle dell'Fmi, l'Italia è, fra tutti i Paesi, uno dei pochissimi, che ha un avanzo primario in crescita". "Noi - ha aggiunto Tremonti - siamo in controtendenza", il nostro avanzo primario "è il doppio di quello tedesco e continua a crescere. Qualunque ragionamento sulla riduzione del debito va fatta in questo contesto, credo che l'Italia sia l'unico Paese con un importante avanzo primario per effetto del pareggio di bilancio da conseguire nel 2013 e dell'inserimento di questo principio nella Costituzione. Quello è un dato oggettivo, che gli altri non hanno; e noi abbiamo il debito che scende, mentre il loro debito sale".

Tremonti ha poi osservato che "per quanto riguarda i dati su occupazione e disoccupazione l'Italia sta meglio della media Ue, come si vede dalle statistiche pubblicate recentemente da Eurostat". Anche sulle pensioni, secondo il responsabile dell'Economia, l'Italia ha "una posizione molto buona di solidità, stabilità e credibilità".

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