ORA DI PUNTA

Guerre ingiuste

e guerre giuste

di Nuccio Fava

In contemporanea Renzi e Obama, l’uno nel campo profughi di Erbil, l’altro in un discorso alla nazione e al mondo sotto shock per il filmato della decapitazione del reporter americano, hanno condannato il genocidio in atto contro il popolo curdo e il folle obbiettivo del califfato e affermato che  non si può restare spettatori di fronte ad una tragedia di queste dimensioni. Un dovere morale prima che politico, intervenire per bloccare massacri e fanatismi che sono incompatibili con il vero spirito dell’Islam. Il significato importante delle iniziative in corso, sia di carattere umanitario, sia di sostegno militare, erano stati intanto approvati dal Parlamento italiano dopo l’esauriente illustrazione da parte dei nostri ministri degli esteri e della difesa. Purtroppo non sono mancate polemiche, specie da parte di Cinquestelle: atteggiamento francamente incomprensibile anche in considerazione del rischio di ripresa del terrorismo anche nei nostri territori. Ricordiamo che il boia che ha decapitato il giornalista americano parla un perfetto inglese, appreso molto probabilmente in uno dei quartieri periferici di Londra prima di volare in Siria e arruolarsi nei battaglioni fondamentalisti della morte.

Prima ancora i rischi del momento li aveva segnalati il papa Francesco sull'aereo di ritorno dalla Corea. Per il filosofo e politico Massimo Cacciari siamo di fronte ad una svolta epocale da parte della Chiesa, un salto irreversibile sulla difficile questione della distinzione tra guerra giusta e guerra ingiusta che ha attraversato e travagliato la dottrina della Chiesa nei secoli. Per Cacciari la posizione di papa Francesco abolisce definitivamente la possibilità stessa di parlare di guerra giusta, categoria che fin dai tempi di sant’Agostino è stata oggetto di dibattito, per non dire delle numerose guerre sante e delle stesse Crociate promosse dai pontefici del tempo. Per la mia generazione, formatasi a contatto con don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira, il chiarimento sottolineato con forza da Cacciari era già maturato nella stagione del Concilio Vaticano II. Soprattutto con la splendida enciclica “pacem in terrris” che lucidamente  sosteneva l’inammissibilità della guerra nell’era dominata dalla minaccia nucleare tra impero sovietico e mondo occidentale. Già nella nostra Costituzione è fissato il ripudio della guerra e la possibile partecipazione solo nel quadro di intese internazionali approvate dal Parlamento. Nella scrittura unitaria di quei principi i costituenti di ispirazione cristiana ebbero un ruolo rilevante.                                    

Nella posizione di papa Francesco c’è con chiarezza qualcosa in più: una ferma esplicitazione del dovere morale di intervenire a difesa di popolazioni inermi e deboli. Non solo le minoranze cristiane della chiesa Caldea, ma tutte le genti che praticano il loro credo, la loro cultura e i loro costumi secolari e che, al pari delle minoranze cristiane richiedono con urgenza soccorso, protezione e tutela. C’è ancora un riferimento significativo nella posizione di papa Francesco: azioni adeguate e sollecite devono essere compiute nel quadro delle iniziative delle Nazioni Unite. Il dibattito avviato da Massimo Cacciari risulta come sempre acuto e fuori dagli schemi prevalenti. 

  Venerdì 22 Agosto 2014
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SPORT/CALCIO A IL PUNTO

Juve e Napoli ok 

Milano piange

di Fabio Camillacci

La Vecchia Signora è tornata. Dopo aver fatto il suo contro squadre non eccelse, la Juventus era attesa all’esame Milan. Esame superato a pieni voti. Questa Juve ha il carattere del suo allenatore. Questa Juve ricorda quella vincente di Marcello Lippi. Grinta e fame le principali peculiarità. Ai bianconeri forse manca qualche tenore di grido (Del Piero ha 37 anni ed è più panchinaro che titolare), ma a cantare bene è complessivamente il gruppo.

Il successo della Juventus ai danni dei campioni d’Italia, completa la crisi del calcio milanese. Milano piange. La Milano nerazzurra piange per l’arbitraggio sfavorevole nel match col Napoli; quella rossonera perché non riesce più a giocare bene e a fare risultato nelle partite con le grandi. Dopo 5 gare, Milan e Inter insieme non arrivano ai 10 punti che hanno Napoli, Palermo e Cagliari. La vetta è lontana 6 punti per i milanisti e 7 per i nerazzurri. Inter peggior difesa della serie A, Milan con appena 5 gol all’attivo: solo Lecce, Cesena, Bologna e Siena hanno fatto peggio. Insomma, un disastro; soprattutto se consideriamo che stiamo parlando dei campioni in carica e di una squadra che poco più di un anno fa celebrava uno straordinario “triplete”.

Dicevamo del pianto nerazzurro per l’arbitraggio di Inter-Napoli. Fa effetto sentire Massimo Moratti lamentarsi al punto da ricusare il signor Rocchi. “Non lo voglio più vedere”, ha tuonato il patron interista. E invece il fischietto fiorentino, dopo 2-3 turni di stop punitivi, tornerà ad arbitrare l’Inter. Ultimamente, Moratti sta agli arbitri, come Berlusconi sta ai magistrati. Vede complotti ovunque. La tronfia arroganza del presidente nerazzurro non ha niente da invidiare a quella sfoggiata dalla “triade” juventina dei tempi d’oro. Il vento è cambiato. Il vento del nord non soffia più. E adesso Moratti, che tace sullo scudetto di cartone del 2006, tace sulle nuove intercettazioni di “Calciopoli”, taceva quando gli arbitri tra “aiutini” e “aiutoni” spingevano l’Inter verso lo scudetto, alza la voce perché Rocchi, “mi ha danneggiato e ci ha danneggiato”. Caro Moratti nervoso e furioso, bisogna saper perdere.

Al di là dei clamorosi errori arbitrali registrati al “Meazza”, il Napoli merita una delle cartoline di questo turno di campionato. Vittoria a San Siro dopo 17 anni e un altro esame da grande superato. Compattezza, tanta corsa e ripartenze letali: questo il cocktail vincente di mister Mazzarri.

Se Milano piange, Roma ride. Roma e Lazio a braccetto verso il derby del 16 ottobre; potrebbe mancare l'infortunato Totti. Contro l’Atalanta i giallorossi di Luis Enrique “espugnano” l’Olimpico (non avevano mai vinto in casa) mettendo in mostra un calcio piacevole; meno possesso palla, più rapidità di manovra, triangolazioni e scambi veloci. Bel colpo dei biancocelesti a Firenze, dove hanno tradizione (l’anno scorso vinsero con identico punteggio). Dopo la delusione di Lisbona in Europa League, una grande prova di carattere costruita dalla coppia Hernanes-Klose e conservata dal portiere Marchetti.

Intanto, l’Udinese che non finisce mai di stupire, si gode il primato in coabitazione con la Juve. La squadra di Guidolin ha la miglior difesa del torneo: una sola rete al passivo. Cambiano gli uomini ma l’intelaiatura messa su dal tecnico è solida, e buona per tutte le stagioni; in Italia e in Europa. Il 2-0 della premiata ditta Benatia-Di Natale inguaia il tecnico del Bologna Bisoli, a forte rischio esonero.

Palermo e Cagliari, isole felici. In casa i siciliani non sbagliano un colpo e Devis Mangia vince la sfida con Sannino tecnico del Siena. L’anno scorso erano entrambi a Varese: Sannino allenava la prima squadra, Mangia la primavera. Dopo aver esonerato tanti tecnici, Zamparini si coccola la sua creatura. Sta facendo bene anche Ficcadenti, un altro allenatore arrivato a pochi giorni dall’inizio della serie A. Prese il posto di Donadoni cacciato da Cellino in piena estate. Così come Mangia sostituì Pioli. I sardi oltre ad una ritrovata solidità in difesa, giocano un bel calcio.

Risorge il Parma trascinato da una superlativa “formica atomica”. Ad oggi Giovinco (capocannoniere col genoano Palacio) è il Parma: 5 delle 6 reti messe a segno dai ducali portano la sua firma. Primo punto per il Cesena di Giampaolo, ma quanto rammarico per il rigore fallito da Mutu o se preferite, parato dal clivense Sorrentino. Fuochi d’artificio tra Novara e Catania. Curiosità: i piemontesi hanno il miglior attacco della serie A con 10 reti, tante come quelle subite.

La sosta per gli impegni della Nazionale farà bene a molte squadre; soprattutto a quelle in debito d’ossigeno. Speriamo che la sosta faccia bene anche alla squadra arbitrale perché non ha sbagliato solo Rocchi a San Siro; le sviste arbitrali cominciano a essere troppe. Il designatore Braschi e il capo dell’Aia Nicchi sono pregati di provvedere al più presto.

 

Cliccando su "dossier" trovate lo Speciale serie A di Altroquotidiano con profili delle 20 squadre, calendario, classifica aggiornata, statistiche, anticipi e posticipi.

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