ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e ad esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  prima aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta e alle esibizioni di arroganza: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire con il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso: un Presidente che mantenga soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quasi quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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Alemanno scarica Silvio

"Nel 2013 Berlusconi 

non dovrà candidarsi"

Parole forti dal sindaco di Roma: “Il governo andrà avanti fino al 2013, termine naturale della legislatura, ma alle prossime elezioni Silvio Berlusconi non dovrà più candidarsi premier”. Il primo cittadino della Capitale precisa: “Non è tempo di governi tecnici, né di larghe intese e le elezioni adesso non sarebbero la soluzione migliore. Poi però tra due anni occorrerà una svolta; nel 2013 i tempi saranno maturi per una nuova fase, una nuova leadership e il segretario del Pdl Alfano è in pole position. Noi chiediamo le primarie a tutti i livelli. Anche per la premiership. Quello che Alfano dovrà fare è lavorare al necessario ridimensionamento della Lega". In due interviste rilasciate al “Riformista” e a “Repubblica”, Gianni Alemanno, aggiunge: “Bisogna fare le riforme, anche quella della legge elettorale per ridare agli elettori il diritto di scegliere attraverso le preferenze. E poi fisco, pensioni, famiglie oltre al riequilibrio delle finanze a favore dei Comuni che tanto hanno pagato con le ultime manovre".

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