ORA DI PUNTA
di Stefano Clerici
Frattaglie
di porcellum
Pare proprio che la solita "strana maggioranza" abbia preso la sua decisione: al "porcellum" si taglia un po' il codino e si spuntano un po' le orecchie. Ma solo quel tanto che basta per far sì che la Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità della nostra attuale legge elettorale, possa evitare che il tanto vituperato (a parole) "porcellum" venga portato al macello.
Con questo piccolo intervento chirurgico, la "coalizione di servizio" è convinta di mettersi a posto con la coscienza, potendo affermare che eventuali nuove elezioni politiche non potranno più essere bollate come elezioni "porcata" di calderoniana memoria. Una riforma "minimalista" l'ha definita con malcelata soddisfazione il capogruppo pdl alla Camera Renato Brunetta (partito che appare sempre più come depositario della golden share di questo governo).
L'italiano elettore che dall'uccisione del maiale si aspettava quintalate di prosciutti, salami, lonze e culatelli, per il momento si dovrà accontentare - se gli va bene - di un paio di salsicce. Il succulento banchetto è rinviato. Si farà - se mai si farà - "in parallelo all'avvio del percorso costituzionale per le riforme", che pare sarà definito - stando alle parole del ministro Quagliariello - da una "commissione di teorici e pratici" del diritto. Riforma che poi "sarà sottoposta in ogni caso a referendum confermativo, a prescindere dal fatto che le Camere la approvino con la maggioranza qualificata".
Ed eccoci alla vera nota dolente. Comitati di saggi, finte Convenzioni, improbabili Bicamerali. Abbiamo già visto e abbiamo già dato. Abbiamo ben capito che l'unico collante per tenere insieme il Diavolo e l'Acqua Santa è la tecnica del rinvio. Del "parliamone più in là", del "vediamo cosa ci dice l'Europa", del "nessuno tiri troppo la corda". Ma qui la corda è sempre più stretta al collo degli italiani. I quali non ne possono più di questi odiosi e interminabili giri di valzer.
Mercoledì 22 Maggio 2013
Messaggio da Berlino
Il Papa: "rinnovamento
etico dell'Italia"
Benedetto XVI è partito stamane per il suo viaggio apostolico di quattro giorni in Germania, il terzo nel suo paese natale: prima tappa a Berlino, cui seguiranno Erfurt e Friburgo. Alla partenza ha inviato un significativo telegramma al presidente della Repubblica, Napolitano, in risposta al messaggio augurale di buon viaggio. Nel telegramma, indirizzato anche a tutto "il popolo italiano", il Papa esprime "l'auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia", invocando sull'Italia "la benedizione del Signore, pegno di copiosi lumi e grazie celesti".
Nella capitale incontrerà sia il capo dello Stato Wulff che la cancelliera Merkel. Atteso il discorso che nel pomeriggio terrà al Bundestag, occasione per la quale Sinistra e Verdi hanno annunciato il boicottaggio. Il Pontefice vedrà anche i rappresentanti della comunità ebraica. Poi, nel pomeriggio,messa all'Olympiastadion. La multietnica e multireligiosa Berlino è blindata per l'occasione, con migliaia di poliziotti schierati per le strade.
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