ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico. Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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CAMPIONATO DI CALCIO IL PUNTO DEL LUNEDI'

Tanti gol, sorprese ed emozioni

Palermo_batte_InterBuona la seconda, con quattro cartoline per cominciare: l’acuto del Napoli a Cesena, il poker della Juve al Parma, la caduta interna della Roma e la brutta figura dell’Inter a Palermo

di Fabio Camillacci

Lo sciopero che ha causato lo slittamento della prima giornata, pare aver fatto bene al calcio italiano. A molti può sembrare paradossale, ma, fatti e numeri del secondo turno di serie A dicono questo. La gente è tornata ad affollare gli stadi; abbiamo assistito a belle partite, alcune addirittura scoppiettanti, imprevedibili, emozionanti. Ben 35 le reti segnate. Un solo 0-0 su 10 gare. Insomma, un bilancio più che positivo, soprattutto se consideriamo che la “genialità” delle istituzioni calcistiche, ha deciso di far disputare 6 partite alle 15 e una alle 12,30 di domenica (lo ha giustamente sottolineato anche il romanista Daniele De Rossi). Magari d’inverno, con i campi ghiacciati, fissano le gare alle 21. Potere delle tv o “genialata” di Lega e Figc? Forse, entrambe le cose.

Dopo una lunga dieta calcistica, iniziare con un campionato “spezzatino” così, poteva risultare indigesto. Per fortuna, come detto, è stato gradevole. Ma, aspettiamo conferme, perché le prime giornate, da sempre, sono ricche di emozioni e sorprese. All’inizio, infatti, non si fanno calcoli, si gioca a viso aperto, scevri di tatticismi; dopo un po’ si cambia per tornare all’antico. In genere il periodo entusiasmante dura poco, staremo a vedere.

Quattro squilli per cominciare: l’acuto del Napoli a Cesena, il poker della Juve al Parma, la caduta interna della Roma e la brutta figura dell’Inter a Palermo. Quattro cartoline significative. (Nella foto quella dell'esultanza dei giocatori del Palermo dopo il quarto gol contro l'Inter)

I partenopei, grazie ad una rosa finalmente ampia, espugnano il campo in sintetico del “Manuzzi”. Certo, i gol sono firmati “vecchia guardia”, adesso, però, i ricambi ci sono e il tecnico Mazzarri ha molte alternative. In Romagna ha vinto così, anche se la giusta quanto sciagurata espulsione di Benalouane ha aiutato Lavezzi e compagni. Vittoria, comunque, meritata perché ottenuta contro un gran bel Cesena.

La Vecchia Signora c’è. La Juve ha già il marchio del suo allenatore, Antonio Conte: grinta, tenacia, schemi, mentalità vincente. Tutto questo nello splendore del nuovo stadio torinese. Certo, lo spregiudicato 4-2-4 bianconero, andrà testato contro avversari più consistenti del Parma di domenica.

Complimenti al pubblico giallorosso che al termine di Roma-Cagliari ha applaudito la squadra nonostante la sconfitta casalinga. Tanti applausi per l’impegno e il gioco espresso. Già, solo questo, perché la Roma gioca alla catalana con possesso palla e tocchi di prima, ma è sterile e segna col contagocce. In tre gare ufficiali tra Europa League e Campionato, la compagine di Luis Enrique ha collezionato un pareggio e due sconfitte con 4 reti al passivo e 2 realizzate. E il caso Totti non è affatto chiuso. Detto questo, complimenti al Cagliari di Ficcadenti.

Mentre in casa Roma avanzano i dubbi su Luis Enrique, sul fronte interista si rafforzano le perplessità su Gasperini dopo la sberla di Palermo. Il 3-4-3 del tecnico nerazzurro sembra sempre meno adatto all’Inter. Lui insiste, in perfetto stile “zemaniano”. L’effetto: difesa disastrosa. Zarate, irritante, sostituito dopo mezz’ora. Maurito ha fatto i capricci con la Lazio, potrebbe ripetersi in maglia nerazzurra. Incredibile Palermo; dopo il “terremoto Zamparini”, “l’highlander” Devis Mangia, motiva il gruppo rosanero guidandolo alla prestigiosa vittoria griffata super Miccoli.

Così il posticipo; venerdi, invece, Milan e Lazio avevano aperto le danze con un bel 2-2. Rossoneri in versione diesel con Nesta in bambola totale e difesa da trhilling. Problemi al reparto arretrato anche per la Lazio, a corto di centrali. Biancocelesti efficaci e belli dalla cintola in su, con due terminali offensivi micidiali come Cissè e Klose.

Nelle altre gare, il Gila mette la firma sul derby dell’Appennino Fiorentina-Bologna; il Novara esordisce in A dopo 55 anni di assenza, con un pareggio a Verona contro il Chievo. All’inizio i piemontesi pagano l’emozione e vanno sotto di due reti, poi rimediano. Tra i clivensi sciuponi spicca il solito Pellissier, sempre una garanzia per l’attacco. Un Genoa dai due volti (inguardabile nel primo tempo, bello nella ripresa) rischia di perdere in casa contro l’Atalanta trascinata da un grande Moralez, talento argentino. I bergamaschi rosicchiano un punto alla penalizzazione e salgono a -5. Il Catania di Montella comincia con uno 0-0 al “Massimino” contro il Siena, quasi una divisione della posta tra due squadre che lotteranno per non retrocedere. L’Udinese a Lecce riparte da dove aveva finito: gioco di squadra, rapidità di manovra e un Di Natale trascinatore-goleador.

Ora la Champions League, che sta per regalarci Barcellona-Milan e Manchester City-Napoli, due sfide affascinanti. I turchi di Trebisonda fanno visita all’Inter. La serie A riparte sabato con Inter-Roma: chi perde, va in crisi.

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LUCIANA LITTIZZETTO
a "Che tempo che fa"14 aprile 2014


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