ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Manette per un funzionario della Asl RmC sorpreso dai carabinieri mentre stava per incassare parte di una tangente. L'aveva chiesta ai familiari di un romano che, nell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, ha subito un trapianto di cuore. Chiedeva la tangente per agevolare un rimborso di 7.700 euro. Sulla somma di danaro aveva chiesto di 2.500 euro. Al momento dell'arresto C.R., 55 anni, stava per ricevere mille euro.Il rimborso, concesso dal Servizio sanitario nazionale, viene liquidato ai pazienti attraverso le Asl del luogo di residenza. Secondo quanto emerso dall'indagine diretta dal pm Sergio Colaiocco, il funzionario, che veniva tenuto sotto controllo da diverso tempo, per ottenere la tangente frapponeva ostacoli ai tempi della liquidazione dei rimborsi.
Le indagini, che hanno comportanto anche il sequestro di documenti presso la Asl RmC, proseguiranno per controllare altre decine di casi. Nei prossimi giorni il pm ascolterà i responsabili della Asl che è la stessa nota alle cronache per essere quella in cui lavorava Anna Giuseppina Iannuzzi, la Lady Asl della sanità capitolina.
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