ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Il Pdl chiederà di riprendere l'esame del ddl intercettazioni messo a punto dal governo. Il Pdl vorrebbe che l'esame del provvedimento venisse inserito nel calendario di luglio. Il testo dal quale il Pdl vorrebbe ripartire è quello che è già all'esame dell'Aula di Montecitorio e che è stato approvato dal Senato il 10 giugno del 2010. Il provvedimento, dopo un lungo braccio di ferro tra finiani e berlusconiani che vide in prima fila il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, era stato licenziato anche dalla commissione di Montecitorio nel luglio del 2010. Questi alcuni dei temi principali del ddl: intercettazioni pubblicabili solo se 'rilevanti'; proroghe di 15 giorni per gli ascolti; possibilità di collocare ricetrasmittenti anche in automobili e uffici; sanzioni per editori ridotte; carcere per le 'talpe' delle Procure e per chi fa registrazioni in maniera 'fraudolenta'.
ANM, SONO STRUMENTO INDISPENSABILE - ''Le intercettazioni sono uno strumento indispensabile per l'accertamento dei reati''. Lo sottolinea il presidente dell'Anm, Luca Palamara, proprio nel giorno in cui si parla di una calendarizzazione entro luglio della riforma. ''La giustizia ha altre priorita' - ha insistito Palamara - e' cioe' un processo che si svolga in tempi ragionevoli. Altra questione - ha aggiunto - riguarda la pubblicazione, che comunque non va legata a singole vicende processuali''.
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