ORA DI PUNTA

Dal ping-pong

alle tre carte

di Stefano Clerici

Tu chiamala, se vuoi, confusione…Così, parafrasando un'indimenticabile canzone dell'indimenticabile Lucio Battisti, si può descrivere l'attuale momento politico che sta vivendo il governo di Matteo Renzi, alle prese con una partita - quella delle riforme - che più che al tavolo delle trattative sembra si stia giocando al tavolo di ping-pong.

L'ultima racchettata l'ha tirata il presidente del Consiglio (o il suo cerchio magico di giovani rampanti, come cominciano a sospettare in molti) annullando, per un "vizio di forma" (la mancata presentazione di un documento scritto), l'annunciato incontro con la delegazione del Movimento Cinque Stelle previsto oggi per discutere, appunto, di legge elettorale e di nuovo Senato.

I malpensanti - e, come ben si sa, spesso a pensar male ci si azzecca - sostengono che la mossa è la riprova che Renzi, pur ripetendo a ogni piè sospinto la necessità di dialogare con tutti, il suo interlocutore privilegiato già l'ha scelto da tempo, da quel fatidico incontro al Nazareno con il "pregiudicato" Silvio Berlusconi, e che dunque ogni successiva "apertura" verso Beppe Grillo e i suoi non è altro che fumo negli occhi.

Ma attenzione, caro Matteo. Aver scelto il ping-pong o il poker per questa partita sulle riforme - specie quando c'è tanta gente che, nonostante i benemeriti ottanta euro non riesce ancora ad arrivare a fine mese - è assai pericoloso. Il rischio maggiore è che si passi di colpo al gioco delle tre carte. E lì, come ampiamente dimostrato, l'ex Cavaliere non ha rivali.

  Lunedì 07 Luglio 2014
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Un finale di campionato con un poker d'assi *...
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Berlusconi alla Camera

Maroni diserta?

"Sono stronzate"

Certo è che i rapporti tra Berlusconi e la Lega vanno sempre più sfilandosi, così come si è aperta una crepa tra Bossi e Maroni. Ora la polemica è la presenza del ministro dell'Interno oggi pomeriggio alla Camera quando parlerà Berlusconi sulla crisi.Si dice infatti che i maroniani siano tentati di disertare l'aula della Camera durante il discorso di Berlusconi? Il ministro Maroni smentisce: "Ho chiamato Berlusconi per dirgli che è una str.onzata e gli ho chiesto di sedermi vicino a lui". Ma le indiscrezioni sull'assenza dei "maroniani" sono circolate insistentemente ieri pomeriggio. Voci che per il ministro dell'Interno "non stanno né in cielo né in terra. I maroniani non esistono". Certo è che il capogruppo Reguzzoni ha mandato un sms ai suoi per invitarli a assentarsi solo "per impegni inderogabili". E ha attribuito le indiscrezioni "ai nemici della Lega e di Maroni".

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