ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Berlusconi alla Camera
Maroni diserta?
"Sono stronzate"
Certo è che i rapporti tra Berlusconi e la Lega vanno sempre più sfilandosi, così come si è aperta una crepa tra Bossi e Maroni. Ora la polemica è la presenza del ministro dell'Interno oggi pomeriggio alla Camera quando parlerà Berlusconi sulla crisi.Si dice infatti che i maroniani siano tentati di disertare l'aula della Camera durante il discorso di Berlusconi? Il ministro Maroni smentisce: "Ho chiamato Berlusconi per dirgli che è una str.onzata e gli ho chiesto di sedermi vicino a lui". Ma le indiscrezioni sull'assenza dei "maroniani" sono circolate insistentemente ieri pomeriggio. Voci che per il ministro dell'Interno "non stanno né in cielo né in terra. I maroniani non esistono". Certo è che il capogruppo Reguzzoni ha mandato un sms ai suoi per invitarli a assentarsi solo "per impegni inderogabili". E ha attribuito le indiscrezioni "ai nemici della Lega e di Maroni".
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