ORA DI PUNTA

Il teatrino

delle riforme

di Stefano Clerici

Ma il Senato è una roba che si mangia? Fateci caso: nei negozi, al bar, al mercato, questo interrogativo si ripete, si diffonde e si moltiplica a ritmi vertiginosi. Più passa il tempo, più va avanti l'assurdo balletto tra chi lo vuole elettivo e chi no, tra chi invoca l'accelerazione della riforma e chi invece la frenata e più la gente, il cosiddetto uomo della strada, piomba nello sconforto, con le sue bollette da pagare, le sue rate di mutuo da saldare, la spesa quotidiana da centellinare.
Ma vale la pena fare tutto questo "teatrino" per stabilire se chi andrà a sedere sui banchi di Palazzo Madama dovrà essere un eletto di primo, di secondo o di decimo grado? Non sarebbe più serio occuparsi d'altro? E non ci si venga a ripetere la solita scusa che "è l'Europa che ce lo chiede", perché a Bruxelles o a Strasburgo o a Francoforte non gliene può fregare di meno di come vengono eletti i nostri senatori. Loro sì hanno ben altro a cui pensare.
E poi chi l'ha detto che questo nuovo Senato sarà così diverso dal vecchio? Chi l'ha detto che tutte queste più o meno finte polemiche non siano altro che un gran polverone? Guardate, ad esempio, la storia delle Province. Non siamo più andati a votare per questi enti universalmente giudicati "inutili", è vero. Ma è l'unico e misero risparmio fin qui ottenuto. Perché le strutture sono ancora tutte bene in piedi. Non solo, ma ora scopriamo che nel disegno di legge della ministra Boschi, quello che cancella appunto le Province, vengono introdotte con un emendamento gli "enti di area vasta". Che cosa sono, se non Province camuffate?
Sapete qual è la prima riforma da fare in questo benedetto paese? Chiudere in gabbia i gattopardi e buttare la chiave.

  Giovedì 10 Luglio 2014
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Senato Usa: maggioranza democratica garantita dal voto femminile*...
Un'alternativa credibile ai Moloch del patto di stabilità *...
Grandi infrastrutture euro-asiatiche al servizio di popoli diversi *...
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Referendum: il quorum c'è

Referendum. Quorum superato abbondantemente

 Istant poll: al voto il 58%

 

      E' il primo "dato proiezione" diffuso da La7.

Vittoria dei "Sì" in tutti e 4 i quesiti con oltre il 90%

  schedePer la prima volta dal 1995 (quando si votò tra l'altro su televisioni e rappresentanze sindacali) si supera il quorum che rende valido un referendum. Secondo il primo exit poll diffuso dallo speciale di La7 sulla consultazione referendaria, speciale condotto da Enrico Mentana, si è recato alle urne il 57.4% degli aventi diritto. Secondo calcoli statistici, l'affluenza a questo punto potrebbe anche superare il 60%; la forbice comunque oscilla tra il 54.5% e il 59.5%. Intanto arrivano anche i dati reali dal Viminale: dati parziali, ma su oltre metà dei comuni siamo a circa il 57% di affluenza alle urne. Ci sono anche i primi risultati sull'esito del voto: i "Sì" in tutti e 4 i quesiti vincono con oltre il 90%.

Polemiche per le dichiarazioni di Roberto Maroni prima della chiusura delle urne. ''Io ho solo il dato di ieri sera -ha detto il ministro dell'Interno- non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Pero' la proiezione fatta dagli esperti del Viminale rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungera' il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero''. Maroni ha parlato al termine di una visita privata al sindaco di Varese, Attilio Fontana.

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