ORA DI PUNTA

La non-notizia

di Ennio Simeone

“Renzi: per il Quirinale occorre un’ampia maggioranza”, “Renzi: Colle, serve la maggioranza più ampia possibile”, “Renzi: Quirinale: ampia maggioranza”, e così via: tra ieri e oggi decine e decine di titoli di siti web, giornali, telegiornali, televideo con sotto o a lato, il faccione beato di Renzi che, come ormai è consuetudine,  intervista Fabio Fazio. Ma che giornalismo è quello che viene praticato da un anno a questa parte? 

C’è una regola in questo mestiere: il titolo va fatto sulla notizia e notizia vuol dire cosa nuova. L’onnipresente capo del governo e segretario del Pd, tra le innegabili capacità comunicative, ne ha una in cui eccelle: riesce a trovare sempre il modo di inventarsi uno slogan propagandistico ad uso dei giornalisti, una  fantasiosa legge da dare in pasto all’opinione pubblica (anche se sa che non l’attuerà mai), un personaggio, una istituzione, una organizzazione da additare come “gufo”, qualcosa che sia in grado di stupire gli sprovveduti. Ma ormai ha quasi esaurito il repertorio, avendo dato fondo persino alle battute più baldanzose sull’Europa.

 Per cui domenica, tornato sulla pedana dell’ospitale Fazio - dove ”il tempo che fa” non è cambiato rispetto alla precedente ospitata di cui aveva goduto recentissimamente - non è riuscito a far altro che ripetere una assoluta ovvietà, ovvero una “non notizia”: per eleggere il presidente della Repubblica occorre un’ampia maggioranza. Che non è una concessione di Renzi, ma una regola scritta nella Costituzione in vigore in Italia da 66 anni (per la precisione 26 anni aM, ovvero 26 anni prima che nascesse Matteo). La comunicazione in Italia, fatte le debite e illustri eccezioni, è stata sempre incline al conformismo verso il potere. Ma ora stiamo scivolando verso il servilismo più sfacciato. E le eccezioni sono sempre più timide.

  Lunedì 22 Dicembre 2014
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Lega: I rifiuti della Campania nelle regioni vicine

L'incontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris si terra' giovedi' prossimo, il 21 luglio. A riferirlo il vicesindaco della citta' partenopea, Tommaso Sodano, che oggi e' stato audito in commissione Ambiente alla Camera. All'esame della stessa commissione si trova il decreto contenente misure urgenti per i rifiuti nella regione Campania. Sodano, parlando del provvedimento, chiede che venga ''modificato l'articolo 2'', dicendo che ''l'epoca dei commissari e' ormai finita'' e che ''non e' il caso di rimetterli in mezzo''. Inoltre, secondo il vicesindaco, ''sarebbe opportuno un accesso diretto ai fondi Fas e a quelli comunitari''.

EMENDAMENTO PD, IN CAMPANIA STATO EMERGENZA - Deliberare, ''entro tre giorni dall'entrata in vigore'' della legge di conversione, ''lo stato di emergenza nella gestione dei rifiuti della regione Campania fino al 31 dicembre 2011'', in modo da ''impegnare tutte le regioni italiane alla piena collaborazione'', in base alle proprie capacita', per superare ''la grave emergenza in atto''. Questo, in sintesi, uno degli emendamenti presentati dal Pd al decreto contenente misure urgenti sui rifiuti per la regione Campania ora alla discussione della commissione Ambiente alla Camera. In seguito allo 'stato emergenza' - continua l'emendamento all'art.1 - viene promossa ''una seduta straordinaria'' della Conferenza Stato-Regioni finalizzata ''all'approvazione di un accordo quadro interregionale'' al cui interno sia inserito un ''protocollo standard'' per il controllo e il trasporto dei rifiuti, oltre a ''misure di compensazione ambientale''.

EMENDAMENTI LEGA ,ESCLUSIVAMENTE IN REGIONI LIMITROFE - I trasferimenti dei rifiuti fuori dalla regione Campania abbiano come destinazione ''esclusiva'' gli impianti delle regioni limitrofe. Questo il contenuto di un emendamento della Lega al decreto (ora all'esame della commissione Ambiente alla Camera) per far fronte alla criticita' della gestione dei rifiuti in Campania. In un altro emendamento la Lega chiede che ''il sindaco di Napoli'' sia ''nominato commissario straordinario'' operando con i ''poteri'' che erano stati attribuiti - con il decreto 123 del 2008 (legge 90 del 2008) - al sottosegretario di Stato all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Infine chiede la ''realizzazione di impianti di termovalorizzazione''.

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