ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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Pdl allo sbando, le primarie su Fb. La Carfagna: votate per me

Pdl allo sbando

Le primarie su Facebook

La Carfagna: Votate me

Ormai basta una proposta e tutti nel Pdl la prendono sul serio. C'era chi come Quagliariello aveva avanzato la richiesta di primarie alla quale non si era tirato indietro il neo segretario del partito dell'amore Alfano, poi il quotidiano Libero aveva avviato una sorta di sondaggio alla quale Mara Carfagna, occhi da cerbiatto, non si è tirata indietro. E su Facebook ha chiesto i voti.

«Potete votare anche me», dice Mara Carfagna ai suoi amici di facebook. Da quando il quotidiano Libero ha lanciato le «primarie on line» per la scelta del successore del Cavaliere alla guida del Pdl, è corsa all’ultimo voto tra i candidati presenti in classifica. Finora guidata dal neo segretario del partito, Angelino Alfano, che ha allungato su Alemanno, Formigoni e Tremonti. La Russa rimonta. E Mara? Fino a sabato sera era in nona posizione, con 1200 voti raccolti. Solo il 3 per cento del totale che alla ministra devono essere sembrati decisamente pochi, se paragonati al plebiscito di preferenze raccolte nelle regionali campane del 2010 in cui risultò la più votata di sempre. Tanto che lo stesso Berlusconi appena qualche giorno fa dopo la sconfitta alle comunali partenopee ha dichiarato che con la Carfagna avrebbe sicuramente vinto ma, per «non consegnarla alla camorra», ha optato poi per una scelta diversa. Intanto, sulla pagina Fb della ministra sono arrivati già i primi commenti all’invito. C’è già chi invoca «Mara presidente del Consiglio», chi raccoglie «volentieri!!!» l’ invito: «sei molto seria nel fare le cose ministro». Un altro utente, dichiara di aver appena espresso il voto a suo favore: «Mara, fatto!! 1421esimo!! Un abbraccio e tieni duro!!». Non mancano poi commenti all’ insegna del voto di scambio: «Che mi dai se ti do il mio voto?». E qualche disappunto: «Anche on line», si chiede Massimo.

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