ORA DI PUNTA

Impresentabili

 e indecenti

di Ennio Simeone

L’accanimento e la volgarità con cui prima gli scherani di Renzi, poi lui stesso in prima persona, hanno aggredito Rosy Bindi per il responso emesso dalla Commissione parlamentare antimafia su alcune candidature alle elezioni regionali di domenica non hanno precedenti nella storia politica della nostra Repubblica. Persino un uomo di destra come Angelino Alfano si è detto allibito e scandalizzato dalla violenza verbale usata da tre membri della segreteria nazionale del Pd (che rispondono ai nomi di Lorenzo Guerini, Debora Serracchiani e Luigi Carbone) contro una deputata del loro stesso partito, di cui è stata fondatrice e presidente.

Qual è, ai loro occhi, la colpa di Rosy Bindi? Quella di avere  reso pubblici i nomi di 16 candidati (4 in Puglia e 12 in Campania) che non lei ma la Commissione parlamentare Antimafia nel suo complesso, composta da rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, hanno giudicato privi dei requisiti previsti dal codice etico di autoregolamentazione sottoscritto da tutti i partiti. Ciò non significa averne decretato la incandidabilità a norma di legge e ancor meno la ineleggibilità: stabilirlo spetta esclusivamente agli elettori.

La decisione che questo elenco sarebbe stato reso noto allo scadere della campagna elettorale (cosa opinabile e forse inopportuna perché tardiva) non è stata contestata dal Pd allorché è stata annunciata (a differenza di altri partiti che invece ne avevano sollevato l’intempestività). Quando è avvenuta la sollevazione della cricca del Nazareno? Non quando si è diffusa la voce che tra i cosiddetti “impresentabili” erano in larga maggioranza candidati di liste del centrodestra, ma appena tra quei nomi  è apparso quello di Vincenzo De Luca, candidato presidente del Pd per la Regione Campania, benedetto con un abbraccio da Matteo Renzi. 

E il virulento attacco non si è indirizzato contro la Commissione nel suo complesso, che ha fatto collegialmente  le valutazioni, ma direttamente ed esclusivamente contro la sua presidente, presumibilmente colpevole, agli occhi di questi squallidi personaggi, di aver rotto una sorta di patto di omertà politica al solo scopo di vendicarsi del dittatorello di Pontassieve.

E’ difficile dire quanto queste reazioni gioveranno alla popolarità e alla consolidata fama (sia pur non condivisa da tutti i suoi concittadini) di efficiente amministratore che, da sindaco di Salerno,  De Luca si è conquistato. Certamente non gli giovano le vendicative dichiarazioni alle quali si è abbandonato, fino a minacciare, ringalluzzito da tanto sostegno, una ridicola querela “per diffamazione” contro Rosy Bindi. Il reato sarebbe quello commesso - udite! udite! - da una commissione parlamentare nel prendere atto di azioni giudiziarie avviate e rese note dalla magistratura alla commissione stessa e di aver segnalato che, di conseguenza, i destinatari di tali accuse non avevano i requisiti morali stabiliti dai loro partiti per  essere candidati.

È questa reazione che ora rischia di renderlo  davvero “impresentabile”. Non tecnicamente. Moralmente. Peggio di lui solo Renzi e la cricca del Nazareno: semplicemente indecenti.

  Sabato 30 Maggio 2015
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Pdl allo sbando, le primarie su Fb. La Carfagna: votate per me

Pdl allo sbando

Le primarie su Facebook

La Carfagna: Votate me

Ormai basta una proposta e tutti nel Pdl la prendono sul serio. C'era chi come Quagliariello aveva avanzato la richiesta di primarie alla quale non si era tirato indietro il neo segretario del partito dell'amore Alfano, poi il quotidiano Libero aveva avviato una sorta di sondaggio alla quale Mara Carfagna, occhi da cerbiatto, non si è tirata indietro. E su Facebook ha chiesto i voti.

«Potete votare anche me», dice Mara Carfagna ai suoi amici di facebook. Da quando il quotidiano Libero ha lanciato le «primarie on line» per la scelta del successore del Cavaliere alla guida del Pdl, è corsa all’ultimo voto tra i candidati presenti in classifica. Finora guidata dal neo segretario del partito, Angelino Alfano, che ha allungato su Alemanno, Formigoni e Tremonti. La Russa rimonta. E Mara? Fino a sabato sera era in nona posizione, con 1200 voti raccolti. Solo il 3 per cento del totale che alla ministra devono essere sembrati decisamente pochi, se paragonati al plebiscito di preferenze raccolte nelle regionali campane del 2010 in cui risultò la più votata di sempre. Tanto che lo stesso Berlusconi appena qualche giorno fa dopo la sconfitta alle comunali partenopee ha dichiarato che con la Carfagna avrebbe sicuramente vinto ma, per «non consegnarla alla camorra», ha optato poi per una scelta diversa. Intanto, sulla pagina Fb della ministra sono arrivati già i primi commenti all’invito. C’è già chi invoca «Mara presidente del Consiglio», chi raccoglie «volentieri!!!» l’ invito: «sei molto seria nel fare le cose ministro». Un altro utente, dichiara di aver appena espresso il voto a suo favore: «Mara, fatto!! 1421esimo!! Un abbraccio e tieni duro!!». Non mancano poi commenti all’ insegna del voto di scambio: «Che mi dai se ti do il mio voto?». E qualche disappunto: «Anche on line», si chiede Massimo.

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