ORA DI PUNTA

La non-notizia

di Ennio Simeone

“Renzi: per il Quirinale occorre un’ampia maggioranza”, “Renzi: Colle, serve la maggioranza più ampia possibile”, “Renzi: Quirinale: ampia maggioranza”, e così via: tra ieri e oggi decine e decine di titoli di siti web, giornali, telegiornali, televideo con sotto o a lato, il faccione beato di Renzi che, come ormai è consuetudine,  intervista Fabio Fazio. Ma che giornalismo è quello che viene praticato da un anno a questa parte? 

C’è una regola in questo mestiere: il titolo va fatto sulla notizia e notizia vuol dire cosa nuova. L’onnipresente capo del governo e segretario del Pd, tra le innegabili capacità comunicative, ne ha una in cui eccelle: riesce a trovare sempre il modo di inventarsi uno slogan propagandistico ad uso dei giornalisti, una  fantasiosa legge da dare in pasto all’opinione pubblica (anche se sa che non l’attuerà mai), un personaggio, una istituzione, una organizzazione da additare come “gufo”, qualcosa che sia in grado di stupire gli sprovveduti. Ma ormai ha quasi esaurito il repertorio, avendo dato fondo persino alle battute più baldanzose sull’Europa.

 Per cui domenica, tornato sulla pedana dell’ospitale Fazio - dove ”il tempo che fa” non è cambiato rispetto alla precedente ospitata di cui aveva goduto recentissimamente - non è riuscito a far altro che ripetere una assoluta ovvietà, ovvero una “non notizia”: per eleggere il presidente della Repubblica occorre un’ampia maggioranza. Che non è una concessione di Renzi, ma una regola scritta nella Costituzione in vigore in Italia da 66 anni (per la precisione 26 anni aM, ovvero 26 anni prima che nascesse Matteo). La comunicazione in Italia, fatte le debite e illustri eccezioni, è stata sempre incline al conformismo verso il potere. Ma ora stiamo scivolando verso il servilismo più sfacciato. E le eccezioni sono sempre più timide.

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"l'Altro quotidiano" augura a tutti i lettori un Buon Anno Nuovo

  Lunedì 22 Dicembre 2014
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Perché hanno sempre più bisogno del leader "trascinatore" *...
Cgil-Uil hanno superato la prova, il governo no *...
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Tbc a Roma: sale il numero dei bimbi contagiati

L'infermiera del Gemelli ammalata di tubercolosi ha contagiato altri 18 bambini. Sale così a 34 il numero dei piccoli nati nel policlinico romano entrati in contatto con la tubercolosi (più il caso di una piccola ammalata la cui infezione non è ancora collegabile con il caso dell'infermiera). Lo si è appreso dall'Unità di coordinamento che sta gestendo i controlli sui neonati transitati nel reparto dell'ospedale, e che ha deciso che le verifiche verranno estese anche ai nati nel mese di febbraio (in un primo momento il periodo interessato era quello da marzo a luglio). Ulteriori controlli sono stati avviati, e presto inizierà la profilassi per prevenire che i piccoli si ammalino. Al momento, sembra infatti che la tubercolosi non sia ancora in atto (secondo le statistiche la tbc si manifesta in un caso ogni 2.000 infettati). Al Gemelli e negli altri ospedali della capitale continuano intanto le verifiche sui piccoli nati: sono state esetese anche ai nati nel mese di febbraio e quindi altri 200 bambini potrebbero essere a rischio contagio. I test dovrebbero essere portati a termine entro la fine del mese; 860 quelli svolti fino a oggi. E cresce nei genitori l'ansia e la preoccupazione, mentre qualcuno minaccia di fare causa all'ospedale.

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