ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Il 4 luglio rapinò un negozio a Roma in pieno centro
Prete? No rapinatore di gioiellerie
Il pluripregiudicato di 38 anni è stato identificato e arrestato
Nessuno "scherzo da prete", ma realtà. Il 4 luglio scorso rapinò la gioielleria "Eleuteri" in via Condotti a Roma, vestito da
sacerdote (a destra il finto prete ripreso da una telecamera del centro); minacciò con una pistola due commesse e le chiuse nel bagno per poter portare a termine il colpo indisturbato. Il 38enne romano pluripregiudicato è stato identificato e arrestato grazie a complessa attività di indagine. Il rapinatore, riconosciuto anche da testimoni, è ora nel carcere di Regina Coeli. Dopo aver svaligiato la gioielleria il finto prete si era allontanato a piedi per le strade del centro avendo cura di non farsi riprendere il volto dalle numerose telecamere di sicurezza presenti, grazie al cappello a falda larga tipico dei sacerdoti. I militari di via in Selci sono riusciti tuttavia a ricostruire la via di fuga seguita dal rapinatore fino a un punto in cui l'uomo, spogliatosi dell'abito talare, si è dovuto togliere il cappello. Per questa ricostruzione, spiegano i carabinieri, sono state utilissime le testimonianze di alcuni passanti che hanno visto l'uomo mentre si toglieva di dosso il travestimento. Sono quindi state acquisite delle immagini che ritraevano in pieno volto il malvivente e che sono state determinanti per il suo riconoscimento e la sua cattura. D.S. queste le iniziali del finto prete rapinatore, ha precedenti specifici per rapina e stupefacenti; per sottrarsi alla cattura, nei giorni successivi alla rapina dormì in diversi affittacamere della capitale. Sono in corso ulteriori indagini per verificare se il soggetto abbia commesso ulteriori rapine con le stesse modalità.
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