ORA DI PUNTA

Silvio

stai sereno

di Ennio Simeone

Matteo Renzi è uno che gioca solo per vincere. Anche quando perde. Fece così nel 2012 dopo le primarie del centrosinistra: le perse contro Bersani, fece uno splendido discorso per ammettere la sconfitta, ma il giorno dopo ricominciò a tessere le trame che lo avrebbero portato nel giro di poco tempo a far cadere il vincitore, che si affrettò dubito, con compiaciuto disprezzo, dopo le elezioni politiche del 2013 (che portarono il Pd ad avere la maggioranza assoluta della Camera e non del Senato), come colui “che non ha vinto”, per poi farlo scivolare sulla mancata elezione di Prodi al Quirinale, spingerlo alle dimissioni, e prenderne il posto alla testa del partito. 

Proseguendo in questo percorso, fece altrettanto nel 2014 con Enrico Letta, accusandolo di non aver realizzato in quei pochi mesi di governo le riforme che lui poi non sarebbe riuscito a fare in un anno (le poche che ha avviato sono in gran parte pessime). E mentre gli mandava messaggi sul web con l’hastag #enricostaisereno, gli tagliava l’erba sotto i piedi per prenderne il posto a Palazzo Chigi senza mollare quello che aveva sfilato a Bersani al Nazareno.

Ora tocca a Berlusconi. Dopo essersi fatta votare la legge elettorale modificata a suo piacimento rispetto alla prima stesura concordata un anno fa, ha fatto per il Quirinale l’unica scelta che gli consente di vincere: proporre un candidato che piaccia a quasi tutti i grandi elettori del Pd, senza il cui sostegno avrebbe rischiato il fallimento. Anzi addirittura il candidato che Bersani aveva proposto per il Quirinale due anni fa e che Berlusconi gli aveva stoppato. Sì, Bersani, “l’uomo che non aveva vinto”.

Renzi ha detto a Berlusconi “staisereno”, si è fatto approvare l’Italicum e poi ha scelto Mattarella.  Geniale e spregiudicato, vince anche stavolta. Inaffidabile? Sì, ma la gente dimentica facilmente. 

  Venerdì 30 Gennaio 2015
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Far West a Roma

Doppia sparatoria

Notte da Far West

a Roma

Redazione

Due cittadini italiani sono morti e altri due sono rimasti gravemente feriti in una sparatoria a Cecchina, alle porte di Roma, tutti vittime di un gruppo di persone che ha aperto il fuoco prima di dileguarsi. Alla base dell'episodio ci sarebbe un regolamento di conti per lo spaccio di droga. Un gruppetto di persone si è avvicinato ai quattro esplodendo contro di loro diversi colpi di arma da fuoco in strada. I due feriti, trasportati in ospedale ad Albano, hanno 40 e 37 anni.

La seconda sparatoria, sempre nella notte di domenica, a Primavalle. Un romano di 38 anni è stato gambizzato in via Andersen. Secondo quanto si è appreso, l'uomo, con precedenti, è rimasto ferito ad una gamba da un proiettile ed è stato soccorso e trasportato all'ospedale San Filippo Neri dalla moglie. Non è in pericolo di vita. Sulla vicenda indaga la polizia. Anche in questo caso, sembrerebbe trattarsi di un regolamento di conti.

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