ORA DI PUNTA
di Nuccio Fava
Il convento
e il labirinto
La scelta del convento ha per molti versi funzionato e, mentre la tempesta giudiziaria di Berlusconi imperversava, ha consentito al governo uno spazio di decantazione e di qualche decisione almeno per l'immediato. Letta e Alfano hanno alla fine trovato l'accordo per non infierire - reciprocamente - sulle gravi e tristi vicende processuali del Cavaliere, che difficilmente però non peseranno sull'opinione pubblica e sui rispettivi elettorati. Specie sulla base del Pd, provocato ed incalzato da grillini e Sel. Un clima che certo non giova alla navigazione del governo che si muove in un complicato labirinto di urgenze indifferibili e ristrettezze di risorse di non facile reperimento.
Anche il tema delle riforme istituzionali dovrà fare i conti con nuove ipotesi di percorsi tra il superamento comprensibile dell'iniziale proposta suggerita dai saggi- esperti quirinalizi e la nuova scelta di affidare fondamentalmente la materia alle commissioni affari costituzionali di Camera e Senato. Una proposta forse opportunamente semplificatrice – nei tempi e nelle procedure- ma che lascia in sospeso l'urgenza di superare comunque il porcellum, per assicurare una rete di salvataggio nel caso la precarietà della situazione precipitasse in una crisi improvvisa. Il Pdl vuole che di legge elettorale si discuta solo dopo le riforme costituzionali non escludendo implicitamente di poter ricorrere ancora all'ignobile porcellum. Una materia di ulteriore conflitto per il partito democratico e il presidente Letta.
Venerdì il consiglio dei ministri dovrebbe varare i primi provvedimenti per cassa integrazione, Imu e misure per l'occupazione giovanile, inizio di quel percorso programmatico che mantiene le caratteristiche di un complicato labirinto. Al punto che in convento si è alla fine deciso che i ministri parleranno solo di attività del governo. Del dibattito politico e delle prospettive future si occuperanno i partiti sperando che non commettano danni irreparabili.
Martedì 14 Maggio 2013
Roma
Imprenditore freddato
in pieno centro,
oggi gli interrogatori
Roberto Ceccarelli, imprenditore di 45 anni, è stato freddato ieri sera a Prati, quartiere bene di Roma, davanti al famoso teatro delle Vittorie. E' stato ucciso con due colpi di pistola alla schiena. Forse l'uomo si era reso conto che lo stavano seguendo e ha voltato la schiena al suo killer per scappare. La vittima aveva in tasca un assegno da 100 mila euro. Vicino al teatro c'è un albergo ma l'uomo non risulta registrato all'interno dell'hotel. Ma il killer, intorno alle 20,30, lo ha freddato in via Col di Lana, proprio davanti al teatro che in passato ha ospitato le migliori produzioni della Rai. A pochi metri, all'incrocio di via Col di Lana con via di Monte Zebio, è parcheggiata l'auto dell'imprenditore: uno degli ultimi modelli di Volkswagen Golf nera, probabilmente acquistata usata, che ha sul parabrezza l'adesivo del 'Sindacato autonomo nazionale Stampa italiana'. L'area e' stata recintata dalla polizia e sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma. Sul posto, poco dopo, sono giunti anche il figlio, avvisato inizialmente di un incidente stradale accaduto al padre, e il socio della vittima. In strada il silenzio e' stato rotto soltanto dalle urla del figlio dell'imprenditore. L'allarme e' stato lanciato da alcuni testimoni che avevano sentito i colpi di arma da fuoco. Prima del teatro c'e' una trattoria e qualcuno potrebbe aver visto il killer prima che si dileguasse. Dai palazzi che affacciano sulla strada si vedono a serata inoltrata ancora le finestre accese di alcuni curiosi che si affacciano che dall'alto vedono ancora il cadavere ancora in terra, coperto e in attesa che terminino i rilievi della polizia scientifica: in queste ore la polizia sta interrogando eventuali testimoni della vicenda.
L'imprenditore aveva precedenti penali per reati finanziari. L'uomo sarebbe stato coinvolto in passato nell'inchiesta molto nota a Roma denominata 'Lady Asl'. Una delle sedi delle sue società si trova nei pressi del Teatro delle Vittorie, nello stesso quartiere Prati, in via Oslavia, poco distante dal luogo dove è stato ucciso.
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