ORA DI PUNTA

Il teatrino

delle riforme

di Stefano Clerici

Ma il Senato è una roba che si mangia? Fateci caso: nei negozi, al bar, al mercato, questo interrogativo si ripete, si diffonde e si moltiplica a ritmi vertiginosi. Più passa il tempo, più va avanti l'assurdo balletto tra chi lo vuole elettivo e chi no, tra chi invoca l'accelerazione della riforma e chi invece la frenata e più la gente, il cosiddetto uomo della strada, piomba nello sconforto, con le sue bollette da pagare, le sue rate di mutuo da saldare, la spesa quotidiana da centellinare.
Ma vale la pena fare tutto questo "teatrino" per stabilire se chi andrà a sedere sui banchi di Palazzo Madama dovrà essere un eletto di primo, di secondo o di decimo grado? Non sarebbe più serio occuparsi d'altro? E non ci si venga a ripetere la solita scusa che "è l'Europa che ce lo chiede", perché a Bruxelles o a Strasburgo o a Francoforte non gliene può fregare di meno di come vengono eletti i nostri senatori. Loro sì hanno ben altro a cui pensare.
E poi chi l'ha detto che questo nuovo Senato sarà così diverso dal vecchio? Chi l'ha detto che tutte queste più o meno finte polemiche non siano altro che un gran polverone? Guardate, ad esempio, la storia delle Province. Non siamo più andati a votare per questi enti universalmente giudicati "inutili", è vero. Ma è l'unico e misero risparmio fin qui ottenuto. Perché le strutture sono ancora tutte bene in piedi. Non solo, ma ora scopriamo che nel disegno di legge della ministra Boschi, quello che cancella appunto le Province, vengono introdotte con un emendamento gli "enti di area vasta". Che cosa sono, se non Province camuffate?
Sapete qual è la prima riforma da fare in questo benedetto paese? Chiudere in gabbia i gattopardi e buttare la chiave.

  Giovedì 10 Luglio 2014
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Un'alternativa credibile ai Moloch del patto di stabilità *...
Grandi infrastrutture euro-asiatiche al servizio di popoli diversi *...
Un finale di campionato con un poker d'assi *...
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Follia a Roma

Fugge dall'ospedale e

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Un ragazzo di 27 anni con problemi mentali è fuggito questa mattina a Roma da una comunità terapeutica della Asl Roma A, presso la quale era in cura, e ha accoltellato tre persone, un'infermiera del centro e due passanti. I tre feriti, con tagli su varie parti del corpo, ma non gravi, sono stati trasportati dal 118 all'ospedale San Giovanni. L'aggressione è avvenuta in via Giovanni Battista Piatti, zona San Giovanni in Laterano-Piazzale Labicano (il centro psichiatrico è al civico 18) e il ragazzo - che nel fuggire si è a sua volta ferito - è stato bloccato a poche centinaia di metri di distanza, in via Ludovido di Savoia. A fermarlo sono stati due carabinieri, in transito nella strada, che poi lo hanno consegnato alla polizia.

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