ORA DI PUNTA

Una sentenza

la Consulta

e la politica

di Nuccio Fava

L'ormai notissima sentenza della Corte Costituzionale sulla perequazione delle pensioni al costo della vita non rappresenta solo un grave problema per le nostre finanze già dissestate: riemerge al fondo l'irrisolta questione dei traballanti e irati rapporti politica-magistratura mai del tutto sereni e fisiologici, indipendentemente dal quadro politico e di governo. A proposito della Corte, Berlusconi ha sempre parlato di giudici "comunisti", epiteto affibbiato del resto con eccesso di disinvoltura in più direzioni. Riguardo alla sentenza sulle pensioni non c'è stata altrettanta franchezza ma, come per l'incostituzionalità del "Porcellum", non sono mancati i "mugugni" e gli attacchi ai giudici della Corte.

Le riserve sono apparse meno esplicite ma numerose: non si è tenuto conto della condizione di minaccioso "baratro" in cui si trovava il paese ai tempi del governo Monti; che la legge Fornero servì a darci un po' di respiro rispetto al "pressing" di Bruxelles; che il "dura lex sed lex" non è sempre la risposta migliore ai diritti e alle pretese dei cittadini.

Si tratta di argomentazioni plausibili e, forse, anche condivisibili. Si sbaglia però prospettiva, e in modo preoccupante, se si ritiene che le sentenze della Corte rispondano a finalità politiche e vadano lette secondo lo schema: "Sono a favore o contro il governo?". La Corte Costituzionale è un organo di garanzia per tutte le istituzioni e i loro rapporti, interviene solo quando si verificano violazioni di diritti in contrasto con le norme e i principi della Carta Costituzionale. Quanto ai due casi che più hanno fatto discutere negli ultimi tempi, "Porcellum" e Pensioni, qualunque sia la valutazione sull'operato della Corte, emerge in ogni caso la responsabilità della politica e della sua cronica incapacità a corrispondere alle più profonde esigenze della società. Il "Porcellum" è stato sostituito dall'Italicum-Renzellum, riproponendo forse gli stessi problemi di dubbia costituzionalità.

Per le pensioni, l'enorme problema delle nostre finanze richiede una risposta molto equilibrata, tenendo ben conto delle aspettative che si sono aperte e, al tempo stesso la capacità di non mandare a "scatafascio" i conti dello Stato senza danneggiare ulteriormente le nuove generazioni.

Riflettendo ancora infine sulle responsabilità della politica e dei partiti con qualche fatica non si può non ricordare che non sono stati ancora eletti i tre giudici mancanti al plenum della Corte Costituzionale.

  Sabato 23 Maggio 2015
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Comunicazione a senso unico e dialettica degli opposti *...
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L'ammiccamento dei candidati repubblicani ai ceti più poveri *...
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Il presidente della Repubblica alla cerimonia del Ventaglio

"Il ministro della giustizia?

Ancora non sono pronti"

NAPOLITANOI magistrati devono essere "inappuntabili" in modo da vanificare "attacchi inammissibili alla magistratura", disinnescando così "un fuorviante conflitto" con la politica. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale.  "Molto resta da fare" in Italia ed in Europa "in una logica di condivisione di rischi e di necessità di azione comune che si è affermata nel Consiglio di ieri a Bruxelles", ha aggiunto Giorgio Napolitano, che ha sottolineato come "ci si è mossi nella direzione in cui molti, ed io stesso, avevamo auspicato che si procedesse risolutamente". "Non c'é nulla di serio in certe interpretazioni dietrologiche o fanta-istituzionali del mio operato", ha detto il presidente della Repubblica,  rispondendo alle critiche di chi ha visto nei suoi auspici per la coesione nazionale una regia politica o una forma di commissariamento del Governo, come ha ricordato il presidente della Stampa Parlamentare, Pier Luca Terzulli, rivolgendogli la domanda. "Il capo dello Stato, ovviamente, segue da vicino l'evolversi della situazione politica", ha aggiunto Napolitano.

Quando avremo il nuovo ministro della Giustizia? Le hanno sottoposto dei candidati? "Io non ho visto nessuna lista di nomi. So solo che una lista di 12 candidati è arrivata ai giornali. Io non ho dato nessun avallo per rinviare la nomina a settembre. Ho detto che sono pronto in qualsiasi momento", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine della cerimonia del Ventaglio al Quirinale. "Mi sembra - ha aggiunto - che non siano pronti loro, che abbiano altri problemi. L'unica cosa che ho raccomandato è di evitare l'effetto domino che si creerebbe prendendo qualcuno dal governo per nominarlo Guardasigilli. Sarebbe meglio prendere dal Parlamento".

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