ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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FIACCOLATA   Roma chiede legalità, sicurezza e sviluppo

Tutti uniti contro le mafie

Alemanno, Polverini, Zingaretti, Don Ciotti e tanta gente

fiaccolata_okdi Marco Valerio

“Stragi, per non dimenticare”. Questo ieri il titolo di apertura di Altroquotidiano. Un titolo e un articolo per ricordare il triste 19° anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, dove il 19 luglio del 1992 un attentato mafioso uccise il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della sua scorta. Nella notte romana, anche per ricordare la figura del magistrato del pool antimafia, è andata in scena la fiaccolata organizzata dall’associazione “Libera”. Titolo dell’evento: “Roma contro tutte le mafie-Fiaccolata per la legalità, la sicurezza e lo sviluppo”. I partecipanti alla manifestazione si sono radunati alle 21 in piazza del Pantheon. Presente, tra gli altri, anche don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera".

Istituzioni romane al gran completo. In prima fila le massime istituzioni di Roma e del Lazio: il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, promotore della manifestazione, il governatore della Regione Renata Polverini e il sindaco della Capitale Gianni Alemanno: tutti uniti, senza bandiere e colori di partito. Tutti uniti per dire no alla criminalità organizzata e non solo. Visto che Roma ultimamente è diventata una città pericolosa, dove si registra in media un’aggressione, se non addirittura un omicidio al giorno. Raggiante il capo di Palazzo Valentini, Nicola Zingaretti: "Una bellissima serata. Mai chiudere gli occhi davanti a questi fenomeni criminali ma senza creare allarmismi".

“Grazie Don Ciotti”. In una nota congiunta, Zingaretti, Polverini e Alemanno hanno ringraziato don Luigi Ciotti: "Ci aspettavamo questa straordinaria mobilitazione per merito di Don Ciotti, un uomo che ha speso ogni ora di ogni giorno della sua vita a contrastare con forza e umiltà la criminalità organizzata e che ci ha insegnato a non arrenderci mai, perché solo uniti si può vincere. Quello di stasera è un evento importantissimo. La più grande testimonianza della volontà comune delle istituzioni locali e delle tante realtà associative, politiche e sindacali di lanciare un segnale forte contro la criminalità organizzata, uniti, senza bandiere di parte, perché non possiamo strumentalizzare la voglia di riscatto di tutte quelle donne e quegli uomini che non accetteranno mai di sottomettersi alla mafia".

Tante adesioni. Sul palco insieme al fondatore di "Libera", c’era l'attore Edoardo Sylos Labini, che ha letto alcuni brani scritti da Paolo Borsellino; presente anche Rosario Vitarelli, presidente dell'Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità. Alla fiaccolata hanno partecipato anche: LegaCoop, Federlazio, l'associazione Vocazione Roma, il circolo Pd del corpo di polizia municipale e la Giovane Italia.

fiaccolata_nuova                                                               libera_fiaccolata

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