ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.
Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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il "We are sorry"

dai politici

di Stefano Clerici

"We are sorry",  ovvero "chiediamo scusa": è il messaggio che Rupert Murdoch, magnate dell'informazione mondiale ha fatto pubblicare, a pagamento, sui principali quotidiani del Regno Unito, per spiegare come mai ha dovuto tirare il collo al "News of the world", la sua gallina dalle uova d'oro che gli rendeva milioni di dollari. Semplice: s'era scoperto che per far uova dorate quella gallina  doveva uscir fuori dai recinti della legalità, ingannando milioni di persone inconsapevoli. Mentre il suo proprietario (o chi per lui) doveva in cambio versare tonnellate di "mangime" speciale per ingrassare la leggendaria Scotland Yard.
Fatte le debite differenze e proporzioni, ci piacerebbe tanto leggere sui giornali di domani una bella lettera di scuse, a tutta pagina, con sotto una valanga di firme. Le firme di tutti i politici che, al momento di votare la super-manovra finanziaria, hanno detto sì all'immediato aumento dei ticket sanitari, al rincaro della benzina e a ogni altro istantaneo balzello per noi poveri cristi. Rinviando, invece, a data da destinarsi gli sbandierati tagli alla Casta: riduzione del numero dei parlamentari e "sforbiciate" a stipendi, benefit e privilegi. Tra i firmatari vanno compresi - sia ben chiaro - anche quegli eletti del centrosinistra che si sono pilatescamente tirati indietro al momento di votare sull'abolizione delle Province.
Onorevoli, se avete ancora un briciolo di dignità, scrivete e mandate ai giornali e alle tv una lettera di pubbliche scuse. Ma non spacciatela come pubblicità-progresso, mettendola in bilancio a chissà quale ministero: abbiate almeno la buona creanza di pagarvela da soli.

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LUCIANA LITTIZZETTO
a "Che tempo che fa"14 aprile 2014


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