ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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Atmosfera tipicamente americana a Trigoria, mancavano solo le majorettes. Presentazione in pompa magna per il nuovo proprietario Thomas Di Benedetto, che presto diventerà presidente, e per il neotecnico giallorosso Luis Enrique (i due si stringono la mano nella foto). Le note degli inni romanisti in sottofondo (“Roma Roma” e “Grazie Roma” di Venditti), speaker ufficiali, e un mare di fotografi, giornalisti e operatori televisivi; c’era anche una troupe della tv araba Al Jazeera. Presentate le nuove maglie (nella foto)

Zio Tom. Quello che ormai per tutti i tifosi della Roma è lo “zio Tom”, ha esordito dicendo: "Sta per cominciare una nuova era che cambierà il modo di fare calcio con un nuovo management, un'ambizione e un sogno che sia condiviso anche con i tifosi. Questo sogno richiederà un po' di tempo per potersi realizzare però è un sogno sul quale lavoreremo tutti quanti noi e daremo il massimo. Il nostro sogno è poter sviluppare una nuova cultura e insieme una squadra che possa operare dando il meglio di se stessa creando le condizioni per far rendere al meglio i giocatori. Speriamo di poter vincere il campionato il più presto possibile".

Omaggio a Totti. Da Di Benedetto parole di elogio per il Capitano: "Totti è il più grande giocatore che la Roma abbia mai avuto. Forse, il più grande che ci sia stato in Italia. Lui è un vincente, noi vogliamo vincere con lui". Il nuovo azionista di maggioranza si dimostra intelligente e abile con le parole quando afferma: “Roma wasn't built in a day", Roma non è stata costruita in un giorno. Un messaggio anche a De Rossi: "Il rinnovo del contratto? Noi ammiriamo la sua capacità, noi vorremmo fermamente che lui rimanesse alla Roma. Lavoreremo con lui in maniera professionale per far sì che questo avvenga".

Largo ai giovani. Di Benedetto ribadisce che il nuovo progetto Roma ruota intorno ai giovani: "Il nostro obiettivo primario è quello che avviene sul campo e nelle prossime settimane avremo le idee più chiare sul futuro della squadra. Stiamo inseguendo dei giovani, puntiamo su di loro, e dobbiamo avere pazienza se faranno degli errori. Di certo la priorità è creare il miglior team di management, mettendo la squadra al centro di tutto". Sorridente e quasi commosso Di Benedetto quando ringrazia chi lo ha preceduto: la famiglia Sensi.

Luis Enrique. Il nuovo allenatore giallorosso è chiaro: "Io voglio un gioco d'attacco, voglio che i tifosi della Roma si divertano. Mi piace attaccare, mi piace il calcio di qualità e mi piace impressionare i tifosi. La Roma mi ha scelto per questo. Vedremo se i risultati ci daranno ragione. Il paragone con Guardiola piace ai giornalisti, lo capisco. Io sono lontano dai successi di Guardiola e da quello che lui rappresenta. Non vengo qui per portare il modello del Barcellona. Il sistema di gioco dipende dalle qualitá e dalle caratteristiche dei giocatori. La base è una: tenere il pallone. Se la mia squadra gestisce il possesso del pallone, gli avversari soffrono. Quando la società ha deciso di prendere me, ha scelto uno staff di giovani con idee e valori".

Franco Baldini arriva a ottobre. Il presidente ad interim Roberto Cappelli, presente con l’amministratore delegato Fenucci, ha ufficialmente annunciato che il direttore generale sarà liberato dalla Football Association alla fine del programma di qualificazione per Euro 2012, in autunno.

di_benedetto_e_luis_enrique                                                                               maglie_roma

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