ORA DI PUNTA

Non battute ma

dialogo vero

di Nuccio Fava

C’è molto nervosismo in giro e circolano anche veleni. Lo scambio di battute tra la Camusso e la Picierno sono del tutto fuori luogo ed esulano da qualunque confronto civile accettabile anche in presenza del più aspro confronto politico. Gli incidenti tra i lavoratori delle acciaierie di Terni restano fatto grave che andava assolutamente evitato. Sarebbe però sbagliato enfatizzarlo e strumentalizzarne la portata. In tutti i paesi democratici si verificano di tanto in tanto vicende simili che però la vita civile e politica - pur in presenza di tensioni sindacali e di proteste giovanili per la scuola ed il lavoro - riesce a ricondurre nell’alveo del confronto democratico, dei fisiologici contrasti e della legittima manifestazione del dissenso e delle proteste.

 Purtroppo quello che abbiamo chiamato nervosismo e veleni in circolazione hanno forse una causa non secondaria nell’atteggiamento del presidente del Consiglio, tentato di immaginare l’Italia come una grande Leopolda. E’  un errore grave perché nell’Italia e tra le tante sue articolazioni, al centro come in periferia, circolano molti più umori, sensibilità e storie di quanto la Leopolda possa contenere. Abbiamo ad esempio sentito il presidente del Consiglio sostenere in tv “col sindacato non tratto” mentre invece e giustamente si tratta con Junker o per la Corte Costituzionale, senza peraltro risultati.

Dalla trattativa con l’Europa non ne siamo usciti complessivamente male, ma ogni trionfalismo sarebbe fuori luogo perché ben più alta è la posta e lungo il cammino. Lo stesso può dirsi per il lavoro e la stessa legge di stabilità. Fossero pure interamente condivisibili, abbisognano comunque di un clima di comprensione e di dialogo, specie se si è di fronte a problemi gravi e complessi che non si risolveranno in poche settimane. Anche tutto questo va illustrato e motivato in modo persuasivo. Ben sapendo che contrasti e dissensi accompagneranno sempre il cammino di un governo, specie se vuole operare un radicale cambiamento e una forte innovazione. Soprattutto questo metodo è richiesto a Renzi, abbandonando la tentazione degli ultimatum a ripetizione che sono il contrario del confronto e del dialogo. Che sono sempre il sale della democrazia.

  Venerdì 31 Ottobre 2014
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Enrico Nicoletti

Arrestato il cassiere

della "Magliana"

La polizia ha arrestato a Roma il cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti (nella foto all'interno). La Guardia di Finanza ha messo le manette a suo braccio destro. Per entrambi l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. A carico di Enrico Nicoletti, 74 anni, ende l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione. E' l'ultimo atto dell'operazione "Il gioco è fatto", nell'ambito della quale la squadra mobile della questura di Roma, guidata da Vittorio Rizzi, aveva già eseguito nell'ottobre scorso una prima tranche di misure cautelari. A seguito della stessa operazione, la scorsa settimana la divisione anticrimine ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni mezzo di euro.

Secondo le indagini della questura, l'arrestato era a capo dell'associazione criminale, che, millantando credito, truffava ignare vittime interessate all'acquisto di beni immobili oggetto di aste giudiziarie. Tra le vendite fantasma anche il palazzo della questura di Roma, la casa dove abitava Cafù, una quota della villa di Cragnotti. E - come ha sottolineato la questura di Roma - proprio a lui erano destinati i proventi dell'attività illecita, poi reinvestiti in attività commerciali e beni immobili.

In manette, nella stessa mattinata è finito anche il braccio destro di Nicoletti, Alessio Monselles, di 68 anni. All'interno dell'organizzazione - hanno spiegato gli investigatori - per lui era stato disegnato il ruolo di factotum tra il capo e gli altri associati, anche con compiti ben precisi nella ricezione dei proventi ricavati e nella relativa consegna al capo. L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Ceniccola e dal procuratore aggiunto Capaldo.

                                                                                                                              enrico_nicoletti

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