ORA DI PUNTA

Un politicante

a Castelporziano

di Ennio Simeone

Le agenzie di stampa informano che oggi nella residenza estiva di Castelporziano  il presidente della Repubblica riceverà Matteo Renzi per parlare di riforme e di lavoro. Confessiamo che è imbarazzante solo pensare che una persona come Giorgio Napolitano possa accingersi a parlare seriamente con un personaggio reduce da un ennesimo farneticante discorso pronunciato poche ore prima -  ultima esibizione - a Milano nel cantiere di Expo 2015 (dove, sia detto solo per inciso, nel frattempo arrivava la notizia di un'altra inchiesta che coinvolge il commissario per le acque).

Ebbene, il signor Renzi si è esibito in un'altra delle sue ripetitive sceneggiate che ondeggiano ormai  tra la più becera demagogia (nella migliore delle ipotesi) e (ipotesi più preoccupante) la mania di onnipotenza di un megalomane. Che cosa ha detto di nuovo in aggiunta all'esaltato - e, purtroppo, esaltante per alcuni - comizio di stampo elettorale, anzi elettoralistico, fatto ieri in parlamento? Ha detto, senza il sostengo di alcuna documentata argomentazione, che 8000 municipalizzate in Italia sono troppe (il che può essere anche vero) e che possono essere ridotte a 1000, perché le altre settemila sono  ricettacolo di politici da riciclare. Il che è falso, ma la velenosa affermazione gli serve a calamitare e trasformare in voti il rancore che nel paese è stato istillato contro la politica, senza alcuna distinzione, e che egli stesso rinfocola quotidianamente - come se non ne facesse parte - così come sta facendo con i magistrati, e con i "tecnici" (?) in generale. Ma si è superato annunciando che il 1°  maggio del 2015 (giorno programmato per la inaugurazione di Expo 2015) dovrà intitolarsi "No gufi day".

Si potrebbe proseguire con le citazioni; ma tanto basta per porsi la domanda: di che cosa parlerà mai un uomo che vanta la storia politica e istituzionale di Giorgio Napolitano con un personaggio del genere? Ed è il caso di aggiungere: come mai tanti timori reverenziali  da parte di coloro (moltissimi ed autorevoli anche nel Pd) che considerano un pericoloso imbonitore il signor Matteo Renzi? Come mai anche personaggi come Romano Prodi e Eugenio Scalfari - ieri sera rispettivamente a "Ballarò" su Rai 3 e a "Dimartedì" su La7 - ricorrono, per dire ciò che pensano realmente di lui, a bonarie perifrasi o ad allegorie culinarie ("Renzi fa bollire l'acqua ma non butta mai la pasta", ha detto il fondatore di "Repubblica")? 

Il dovere della cruda verità può essere offuscato dai timori per la popolarità che costui, travestito da "rottamatore", ha carpito alla dabbenaggine di un alto numero di italiani? Può essere questa una scusante per tacere dei rischi che la resistibile ascesa - per fortuna un po' in declino -  di questo politicante rappresenta per l'Italia?

 

  Mercoledì 17 Settembre 2014
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Alfiero Grandi

UNA FOLLIA I TAGLI

AGLI INCENTIVI

PER LE RINNOVABILI

- La decisione del governo di inserire nel decreto legge finalmente consegnato alla Presidenza della Repubblica un taglio del 30 % degli incentivi alle energie rinnovabili è una follia economica e sociale.

Premesso che il ministro Prestigiacomo ha dichiarato che questa misura non c’era nel testo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, è del tutto evidente che il taglio del 30 % degli incentivi alle energie rinnovabili è un favore fatto da Tremonti e Berlusconi alla Lega che, con il potere di ricatto che ha sul governo, è in grado di ottenere il consenso a misure assurde come questa.

Con questa misura il settore delle energie rinnovabili riprecipita nel caos. Dopo il secondo decreto del ministro per lo Sviluppo che, pur non avendo sanato del tutto i guasti del primo, aveva pur sempre promesso certezze nel tempo alle imprese e agli investitori, ora il governo smentisce sé stesso e rimette le mani negli incentivi abbassandoli drasticamente. Così gli investimenti privati subiranno un arresto e uno dei pochi settori senza crisi come quello delle rinnovabili vedrà di nuovo a rischio l’occupazione e la vita stessa delle imprese.

UNA FOLLIA IL TAGLIO

AGLI INCENTIVI

PER LE RINNOVABILI

- Con questa misura il governo ha compiuto un atto gravissimo che non darà praticamente nulla ai cittadini perché l’onere degli incentivi sulle bollette sia misurabile in pochi centesimi. Parlare di taglio delle bollette è non solo demagogico ma del tutto falso, mentre gli effetti sull’occupazione e gli investimenti saranno devastanti e questo proprio nel momento in cui altri paesi come la Germania hanno deciso di puntare sulle rinnovabili, anche con gli incentivi. Per di più così l’Italia si allontana dal raggiungimento degli obiettivi concordati con l’Europa del 20/20/20 nel 2020 e questo la esporrà a pagare penali pesanti che verranno scaricate sulle bollette.

Come spiegheranno la Lega Nord e il governo questo danno al paese ?

 Alfiero Grandi

 Presidente del Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare"

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