ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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La manovra economica sarà di 43 miliardi

Un decreto da 43 miliardi di euro: 3 miliardi per finanziare spese obbligatorie quest'anno, altri 5 l'anno prossimo e 35 miliardi per correggere i conti nel biennio 2013-2014 (20 miliardi nel 2013 e 15 nel 2014) per rispettare l'obiettivo del pareggio di bilancio concordato con l'Europa. Dovrebbero essere questi i numeri della manovra in via di definizione dal Tesoro e che dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 o il 29 giugno ed entro il 5 agosto dal parlamento. Sul piano di consolidamento dei conti italiano pesa però la decisione dell'Europa sul salvataggio della Grecia perchè un'eventuale bancarotta del Paese ellenico potrebbe creare pressioni di mercato anche sull'Italia.

Altre cifre e contenuti della manovra cominciano a delinearsi, a partire dai tagli ai Comuni che dovrebbero sfiorare i 3 miliardi, quelli ai ministeri dovrebbero aggirarsi sui 5-6 miliardi, mentre sembra confermato il blocco del turn over e il prolungamento al 2014 del congelamento degli aumenti contrattuali per gli statali che la manovra dello scorso anno limitava al 2013. Anche la spesa sanitaria farà senz'altro la sua parte. Soprattutto quando i costi standard cominceranno ad essere applicati. Dalla lotta agli sprechi e il riordino dei conti di Asl e ospedali si punta a recuperare fra i 4 e i 5 miliardi. Gli interventi in cantiere vanno dalla stretta sull'acquisto di beni e servizi ai farmaci, dal personale ai ricoveri.

Corposo anche il pacchetto pensioni su cui sta lavorando il governo, ma che potrebbe non trovare spazio in manovra ed essere rimandato alla legge di stabilità. Tra le ipotesi quella di anticipare al 2013 l'adeguamento dei requisiti anagrafici di pensionamento di uomini e donne all'aspettativa di vita media. Una soluzione per allungare l'età di pensionamento delle donne nel privato che attualmente risulta più bassa della soglia di uscita delle lavoratrici pubbliche. Allo studio anche un aumento delle aliquote dei parasubordinati (ma la partita è complessa) e un tetto alle pensioni d'oro, cioè un prelievo per le pensioni più ricche.

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