Botta&Risposta

Figli di papà

La fretta può giocare brutti scherzi anche a chi ne ha fatto la sua arma preferita, come il capo del governo e del Pd Matteo Renzi. Il quale, a proposito delle devastazioni compiute dai black bloc a Milano, ha dichiarato, poco dopo che erano state spente dai pompieri le fiamme delle auto incendiate: «Hanno sciupato la festa? Hanno cercato di rovinarcela. Quattro teppistelli figli di papà non riusciranno a rovinare Expo». Ma se a mettere a soqquadro il centro di Milano erano “quattro teppistelli figli di papà” come mai chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, cioè il governo, non è stato capace di fermarli e li ha lasciati fare indisturbati? La domanda nasce spontanea. Gliel’ha rilanciata Salvini. Che ringrazia Renzi per l’assist (che in gergo calcistico significa passare la palla al compagno per fare gol).

Anticonformisti

La battagliera deputata piacentina del Pd Paola De Micheli, bersaniana e lettiana, miracolosamente ammansitasi dopo essere stata arruolata recentemente nel governo Renzi con la qualifica di sottosegretario, ha spiegato in una intervista a “Repubblica” il suo brusco mutamento di valutazione sulla legge elettorale. E invece di ammettere semplicemente che, essendo entrata a far parte del governo, non poteva non votare la fiducia (anche a se stessa), si è spinta ben oltre, affermando che non si sente “una traditrice  ma un’anticonformista”. E la spiega così: «I veri anticonformisti siamo noi. Giochiamo la partita più difficile, più scomoda. Vogliamo condizionare l'azione del governo, come fatto finora. E per farlo non bisogna essere obbligatoriamente renziani o antirenziani». Insomma nel Pd potrebbe nascere una nuova corrente da lei capeggiata, quella degli “Anticonformisti”. Potrebbero giocare in tandem con i “Responsabili”, capeggiati da Scilipoti.

Ennio Simeone

 

  Sabato 02 Maggio 2015
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Berlusconi alla Camera

Silvio si sacrifica

Fischi e risate

Dopo l'intervento al Senato, alle 11 l'intervento di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati per la nuova verifica di governo. Il premier in circa 50 minuti di discorso, ha esposto l'elenco di "successi e cose fatte dall'esecutivo". Dagli interventi per fronteggiare la crisi economica, alla lotta alla criminalità. Immancabili le critiche ai giornalisti "anche oggi sui giornali sono state scritte tante inesattezze che mirano solo a dividere la maggioranza". Ad ogni punto, fischi e grida da parte dei deputati dell'opposizione. Silvio Berlusconi ha aperto il suo intervento, sottolineando che il voto di ieri sulla fiducia al decreto sviluppo, ha evidenziato che la maggioranza c'è ed è ancora più ampia, avendo raggiunto i 317 voti a Montecitorio."Ho la maggioranza assoluta".

Il Cavaliere ha esordito dicendo: "L'esecutivo è forte e andrà avanti fino al termine della legislatura, così come vogliono la democrazia e la sovranità popolare che ci ha eletto. Andiamo avanti anche perchè non c'è un'alternativa al mio governo. L'unica alleanza forte e coesa è quella tra Pdl e Lega". Dal premier poi: una critica a Fini e ai suoi seguaci che hanno lasciato la maggioranza, tradendo il mandato degli elettori, e un velato appello ai centristi dell'Udc a tornare nel centrodestra.

Ilarità e qualche epiteto quando Berlusconi ha detto: "Non intendo restare a vita a Palazzo Chigi perchè è molto faticoso fare il presidente del Consiglio. E' sacrificio". Non sono mancate le carezze alla Lega: "Caro Umberto Bossi, hanno provato a dividerci in tutti i modi, ma non ci sono riusciti. Con il Carroccio c'è un'alleanza leale e forte e con gli amici leghisti faremo le riforme costituzionali, la riforma del fisco e quella della giustizia". Non è mancato un appello alle opposizioni affinchè collaborino sulla realizzazione di queste riforme."Dobbiamo farlo per il bene del nostro Paese. Viva l'Italia".

Al termine dell'intervento di Berlusconi, è cominciato il dibattito in aula: la prima a prendere la parola è stata Rosy Bindi del Pd, durissima con Berlusconi e il governo: "Il suo è un esecutivo balneare, vada via".  Forti critiche all'esecutivo anche da Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e da Mauro Libè dell'Udc. Dibattito sospeso poco dopo le 13. Dichiarazioni anche a latere rilasciate ai giornalisti. Di Pietro: "Il premier è una mente malata". Bossi: "Da Berlusconi un bel discorso a parole, ma attendo i fatti".

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