ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e a esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire col il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso, mantenendo soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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Quel crollo di solai nel carcere di Marassi

Solo grazie alla fortuita coincidenza che i crolli di alcuni solai al carcere di Genova Marassi si sono verificati in orario di chiusura degli uffici ha impedito una vera e propria tragedia. Non osiamo immaginare, infatti, cosa sarebbe accaduto se i solai dell’Ufficio Matricola, dell’Ufficio Comando, della Sala Regia e dell’Ufficio del Comandante piuttosto che cedere alle 24,15 della scorsa notte avessero ceduto in orario di piena attività.  Dalle prime notizie il cedimento strutturale è avvenuto  causa infiltrazioni d’acqua negli ambienti della caserma vecchia.

Grande apprensione per i pochi agenti del servizio notturno che hanno dovuto garantire la sorveglianza straordinaria ai detenuti impiegati  nella rimozione delle macerie.  Non può non destare qualche amara riflessione il sincronismo degli eventi : la contestualità dei  crolli con il cambio al vertice della polizia penitenziaria a Genova Marassi che avviene in queste ore. Al neo Comandante, Commissario Di Bisceglie, i nostri fervidi auguri di ogni fortuna. Ne ha  davvero bisogno. All’ex comandante, commissario Morali, il ringraziamento per il lavoro svolto e l’auspicio che possa confermarsi anche al Nucleo Traduzioni di Genova di cui da quest’oggiassumerà il Comando.

Il crollo dei solai di Marassi, purtroppo,  è la foto più veritiera dello stato in cui versa il sistema penitenziario italiano : sempre più un cumulo di macerie . Proprio questa mattina inoltrerò al segretario politico del PDL e al ministro della Giustizia, Angelino Alfano,  una lettera aperta. L’ennesimo, disperato, invito destinato al politico e alla politica ad attenzionare il sistema carcere e ai problemi che seppelliscono   le donne e gli uomini che ci vivono e ci lavorano.

Eugenio Sarno

– Segretario Generale della UIL PA Penitenziari

 

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