ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e a esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire col il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso, mantenendo soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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La crisi di Fincantieri

Duemila lavoratori manifestano per le strade di Roma

Fincantieri, si apre la trattativa

Stop ai tagli, il primo passo ottenuto dai sindacati

fincantieriL'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha ritirato il piano industriale dell'azienda. Lo si apprende da fonti sindacali. Il piano prevedeva la chiusura degli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellamare di Stabia, nonché il ridimensionamento di Riva Trigoso. Secondo le indiscrezioni la via per accantonarlo erano le nuove commesse pubbliche nel settore militare e gli incentivi ai privati per l'ammodernamento delle flotte. Adesso, dopo il ritiro, si aprirà la trattativa, che era l'obiettivo della Fiom.

Intanto duemila lavoratori di Fincantieri sono arrivati a Roma dalla Campania e dalla Liguria per manifestare. La manifestazione era prevista all'Eur.  Ma gli operai di Sestri, scesi alla stazione Ostiense fra reparti di polizia in assetto antisommossa, si sono messi in  marcia per raggiungere il Colosseo, seguendo viale Aventino.  Al momento sono stati però bloccati dalle forze dell'ordine all'altezza del Circo Massimo. Gli altri quattrocento dipendenti della società giunti a Roma dalla Campania stanno presidiano la sede distaccata del Ministero dello Sviluppo economico.

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