Botta&Risposta

Figli di papà

La fretta può giocare brutti scherzi anche a chi ne ha fatto la sua arma preferita, come il capo del governo e del Pd Matteo Renzi. Il quale, a proposito delle devastazioni compiute dai black bloc a Milano, ha dichiarato, poco dopo che erano state spente dai pompieri le fiamme delle auto incendiate: «Hanno sciupato la festa? Hanno cercato di rovinarcela. Quattro teppistelli figli di papà non riusciranno a rovinare Expo». Ma se a mettere a soqquadro il centro di Milano erano “quattro teppistelli figli di papà” come mai chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, cioè il governo, non è stato capace di fermarli e li ha lasciati fare indisturbati? La domanda nasce spontanea. Gliel’ha rilanciata Salvini. Che ringrazia Renzi per l’assist (che in gergo calcistico significa passare la palla al compagno per fare gol).

Anticonformisti

La battagliera deputata piacentina del Pd Paola De Micheli, bersaniana e lettiana, miracolosamente ammansitasi dopo essere stata arruolata recentemente nel governo Renzi con la qualifica di sottosegretario, ha spiegato in una intervista a “Repubblica” il suo brusco mutamento di valutazione sulla legge elettorale. E invece di ammettere semplicemente che, essendo entrata a far parte del governo, non poteva non votare la fiducia (anche a se stessa), si è spinta ben oltre, affermando che non si sente “una traditrice  ma un’anticonformista”. E la spiega così: «I veri anticonformisti siamo noi. Giochiamo la partita più difficile, più scomoda. Vogliamo condizionare l'azione del governo, come fatto finora. E per farlo non bisogna essere obbligatoriamente renziani o antirenziani». Insomma nel Pd potrebbe nascere una nuova corrente da lei capeggiata, quella degli “Anticonformisti”. Potrebbero giocare in tandem con i “Responsabili”, capeggiati da Scilipoti.

Ennio Simeone

 

  Sabato 02 Maggio 2015
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ORA DI PUNTA

Artiglieria

referendaria

di  Moisè  Asta

A colpi di “SI” l’elettorato con i referendum abrogativi del 12-13 prossimi, potrebbe dare (condizionale scaramantico d’obbligo), a distanza di qualche settimana, una seconda “sberla”, ancora più sonora della prima, al Cavaliere in difficoltà che, ora, cerca di cambiare registro a partire dal riordino del “suo” Pdl. Già… perché sono in gioco leggi e leggine, capricciose scelte che, nel nome di un’infondata sicumera, ha ideato e istituzionalizzato suscitando perplessità, riserve ma pure giuste preoccupazioni dei cittadini, cui, è evidente, non piacciono certi modi di far politica: politica degli interessi propri o degli amici.

Era nell’aria questo malessere della gente in materia di energia nucleare ma ad accendere la miccia è stata la Cassazione (meno male che i giudici ci sono!) dichiarando legittimo il referendum, che pur s’era tentato di soffocare con un gioco poco pulito, attraverso l’inserimento d’ una normetta quasi impercettibile, in un provvedimento-contenitore che con le esigenze energetiche aveva ben poco a che vedere.

Corale la soddisfazione delle opposizioni per il “passi” sentenziato dalla Suprema Corte, che ha bocciato le “premure” berlusconiane anche per quel legittimo impedimento che lo terrebbe, per un bel pezzo, lontano dalle aule di Giustizia. Una valanga di “SI” assottiglierebbe molto la boria di un Berlusconi che sottovaluta troppo la circostanza del suo essere al tramonto.

 

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