ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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La mostra di Gattinoni a Palazzo Valentini

MODA

Gattinoni in mostra

con gli abiti tv

di Monica Simeone

“Gattinoni: la televisione di moda“ è il suggestivo titolo di una mostra allestita a Roma, Palazzo Valentini (sede della Provincia) e che si potrà visitare fino al 31 agosto. Vi si potranno ammirare alcuni dei capi cult della maison che durante oltre mezzo secolo di televisione sono stati indossati da alcune delle più affascinanti donne che hanno popolato e reso accattivante questo mezzo di comunicazione. Ne viene fuori un vero e proprio amarcord fashion che piacerà alle appassionate di moda ma anche agli amanti del piccolo schermo e dei programmi che ne hanno fatto la storia. In mostra dall’abito indossato da Edy Campagnoli in “Lascia o raddoppia” nel 1956 a quelli delle gemelle Kessler, di Mina, Delia Scala, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini, Anna Falchi, Raffaella Carrà e moltissime altre donne del mondo dello spettacolo, fino a quelli di questi ultimi tempi indossati da Milly Carlucci in “Ballando con le stelle“.

La mostra è curata da Stefano Dominella, manager del marchio di moda Gattinoni, che ci ha regalato moltissime collezioni glamour, e da Giovanni Ciacci. In esposizione, in tutto, sono 15 abiti che fanno parte dell’archivio storico del marchio di moda, indossati da attrici, presentatrici, soubrette televisive.

«Per Gattinoni - ha detto Stefano Dominella alla presentazione della mostra - vestire le attrici e le soubrette della televisione è stata ed è una sfida, per promuovere il proprio stile adeguandolo alle necessità del personaggio e del programma. Il made in Italy è anche questo». E il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha sottolineato: «Ospitare questa preziosa esposizione per noi è motivo di grande orgoglio: gli abiti e le immagini in mostra ci danno la misura dell'evoluzione del gusto e delle tendenze che hanno accompagnato la storia del nostro Paese, di cui la televisione è stata spesso il primo testimone ed anche il più accessibile». La fondatrice del marchio, Fernanda Gattinoni, ha vestito Mina nel 1971 per la trasmissione «Teatro 10», l'anno dopo Delia Scala in «Delia Scala Story», la più moderna soubrette italiana, che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della Rai, «Canzonissima», nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler negli anni Ottanta, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini e Anna Falchi negli anni Novanta, quando la direzione artistica della maison fu affidata a Guillermo Mariotto. Mariotto, attuale creativo della griffe, ha del resto un rapporto privilegiato con la tv perché ha partecipando direttamente a trasmissioni come «Miss Italia», «Ballando con le stelle» e «Domenica in». Ma nella storia di Gattinoni è stata importante anche la collaborazione con i costumisti degli show televisivi, molti dei quali hanno segnato la storia del costume italiano degli ultimi cinquant’anni, come Folco Lazzeroni Brunelleschi, Corrado Colabucci, Enrico Rufini e Luca Sabatelli.

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LUCIANA LITTIZZETTO
a "Che tempo che fa"14 aprile 2014


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