ORA DI PUNTA

Prima di lui

il diluvio

di Ennio Simeone

Prima di lui c'era il vuoto, il nulla. Questo è quello che va raccontando Matteo Renzi e lo racconta con tanta insistenza che c'è il rischio che finisca per crederci lui stesso. Lo fa soprattutto quando va all'estero, convinto che nessuno conosca la storia dell'Italia. E lo ha fatto anche oggi  nell'incontro a Washington con gli studenti Georgetown University: "Per troppo tempo l'Italia è stata come la bella addormentata nel bosco, ma noi siamo qui per svegliarla, per dare un indirizzo al futuro". 

Si narra che Luigi XV, re di Francia dal 1715 (quando aveva appena 5 anni) fino al 1774, soprannominato "il Beneamato", conversando nella reggia di Versailles con la marchesa di Pompadour - che gli trasmetteva le sollecitazioni del popolo ad occuparsi degli affari dello Stato - rispose con nonchalance: "Après moi le déluge". Dopo di me il diluvio. Ma il premier di Pontassieve ha deciso di superare anche il supponente sovrano d'Oltralpe e non solo per durata sul trono di Palazzo Chigi: il suo motto è "Prima di me il diluvio". Il prossimo sarà: "E Matteo creò l'Italia".

  Venerdì 17 Aprile 2015
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La mostra di Gattinoni a Palazzo Valentini

MODA

Gattinoni in mostra

con gli abiti tv

di Monica Simeone

“Gattinoni: la televisione di moda“ è il suggestivo titolo di una mostra allestita a Roma, Palazzo Valentini (sede della Provincia) e che si potrà visitare fino al 31 agosto. Vi si potranno ammirare alcuni dei capi cult della maison che durante oltre mezzo secolo di televisione sono stati indossati da alcune delle più affascinanti donne che hanno popolato e reso accattivante questo mezzo di comunicazione. Ne viene fuori un vero e proprio amarcord fashion che piacerà alle appassionate di moda ma anche agli amanti del piccolo schermo e dei programmi che ne hanno fatto la storia. In mostra dall’abito indossato da Edy Campagnoli in “Lascia o raddoppia” nel 1956 a quelli delle gemelle Kessler, di Mina, Delia Scala, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini, Anna Falchi, Raffaella Carrà e moltissime altre donne del mondo dello spettacolo, fino a quelli di questi ultimi tempi indossati da Milly Carlucci in “Ballando con le stelle“.

La mostra è curata da Stefano Dominella, manager del marchio di moda Gattinoni, che ci ha regalato moltissime collezioni glamour, e da Giovanni Ciacci. In esposizione, in tutto, sono 15 abiti che fanno parte dell’archivio storico del marchio di moda, indossati da attrici, presentatrici, soubrette televisive.

«Per Gattinoni - ha detto Stefano Dominella alla presentazione della mostra - vestire le attrici e le soubrette della televisione è stata ed è una sfida, per promuovere il proprio stile adeguandolo alle necessità del personaggio e del programma. Il made in Italy è anche questo». E il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha sottolineato: «Ospitare questa preziosa esposizione per noi è motivo di grande orgoglio: gli abiti e le immagini in mostra ci danno la misura dell'evoluzione del gusto e delle tendenze che hanno accompagnato la storia del nostro Paese, di cui la televisione è stata spesso il primo testimone ed anche il più accessibile». La fondatrice del marchio, Fernanda Gattinoni, ha vestito Mina nel 1971 per la trasmissione «Teatro 10», l'anno dopo Delia Scala in «Delia Scala Story», la più moderna soubrette italiana, che indossò Gattinoni anche per lo show più importante della Rai, «Canzonissima», nel 1959. Poi ancora Alice ed Ellen Kessler negli anni Ottanta, Enrica Bonaccorti, Valeria Marini e Anna Falchi negli anni Novanta, quando la direzione artistica della maison fu affidata a Guillermo Mariotto. Mariotto, attuale creativo della griffe, ha del resto un rapporto privilegiato con la tv perché ha partecipando direttamente a trasmissioni come «Miss Italia», «Ballando con le stelle» e «Domenica in». Ma nella storia di Gattinoni è stata importante anche la collaborazione con i costumisti degli show televisivi, molti dei quali hanno segnato la storia del costume italiano degli ultimi cinquant’anni, come Folco Lazzeroni Brunelleschi, Corrado Colabucci, Enrico Rufini e Luca Sabatelli.

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