ORA DI PUNTA

di Stefano Clerici

Il M5S meno G

(Gabanelli)

Ti colleghi, oggi, al sito del Movimento Cinque Stelle e che trovi? Una valanga di insulti contro Milena Gabanelli. Chi le dà della "traditrice", chi la bolla come "prezzolata" da Pdl e Pd (anzi, Pdmenoelle), chi si spinge oltre la decenza e il buongusto. E allora ti chiedi: ma trattasi della stessa Milena Gabanelli? Vale a dire la giornalista tv, conduttrice di Report, che neanche tre mesi fa i grillini avevano scelto con le loro "quirinarie" online come la prima candidata al Colle?

Ebbene, sì, trattasi della stessa Milena Gabanelli. E allora cosa è mai successo per scatenara tanta rabbia da ribaltare il risultato delle "quirinarie"? E' semplicemente successo che nella ultima puntata di Report, la vincitrice del "concorso" grillino per il Quirinale, ha ricordato ai suoi (pensiamo ormai ex) elettori che prima di pretendere pulizia e trasparenza (doverose e sacrosante)  in casa altrui, sarebbe bene fare pulizia e trasparenza (altrettanto doverose e sacrosante) in casa propria, cominciando magari con lo spiegare che fine fanno i soldi - pubblicità e non solo - del blog monarchicamente gestito da Beppe Grillo e dal suo guru Gianroberto Casaleggio.

Infame domanda, alla quale i due - almeno per ora - si son ben guardati dal rispondere cifre alla mano, lasciando invece campo libero agli improperi della cosiddetta base. E sì che Beppe Grillo, dopo le consultazioni online di iscritti e simpatizzanti del Movimento, aveva definito la Gabanelli una "persona e una giornalista straordinaria" e aveva salutato la sua nomination con evidente entusiasmo.

Solo che Milena Gabanelli, dopo brevissima riflessione, ha deciso di declinare l'invito, pur lusingata da tanta attenzione, preferendo continuare a fare il suo mestiere: la coraggiosa giornalista che, senza guardare in faccia nessuno, spende il suo tempo e le sue energie a smascherare i furbetti della Casta di ieri e gli aspiranti furbetti di oggi.

  Lunedì 20 Maggio 2013
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SCADENZE ELETTORALI

Il 26 e 27 maggio si terranno le elezioni amministrative in 530 comuni italiani con l'eventuale turno di ballottaggio il 9 e 10 giugno. Le città capoluogo in cui si voterà sono Roma, Catania, Messina, Brescia, Siracusa, Vicenza e Ancona. In Sicilia le elezioni si svolgeranno il 9 e10 giugno.

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Napolitano in Israele

All'università gli è stato consegnato il Dan David

Napolitano premiato a Tel Aviv

Napolitano_a_Tel_Aviv«Una vita spesa per la democrazia»

'Il rafforzamento dei valori e delle istituzioni democratiche in Italia e in Europa e' stato l'impegno di una vita, avendo io speso 43 anni come membro del Parlamento italiano, per dieci legislature, e come membro del Parlamento europeo, in due legislature", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all'Università di Tel Aviv, ricevendo il Premio Dan David alla carriera per questo suo impegno. "Non mi sottraggo alla responsabilità che ancora mi spetta esercitare - ha aggiunto - operando e pensando per l'ulteriore marcia della democrazia".

Alla cerimonia era presente il presidente israeliano Shimon Peres, che ottenne nel 2004 il Premio Nobel per la pace e nel 1994 con Yitzhak Rabin e Yasser Arafat e che oggi ha lodato "l'autorità morale di Napolitano che - ha detto - non può essere scalfita". Il premio Dan David prevede una borsa di un milione di dollari. E' stato conferito a Napolitano nel 2010 in segno di riconoscimento per la sua storica iniziativa politica e parlamentare, all'interno del PCI per il distacco del partito dall'influenza di Mosca, l'accettazione dell'Alleanza Atlantica e l'avvicinamento alle posizioni europeiste, per il suo coraggio e la sua integrità intellettuale che hanno contribuito a guarire le ferite della Guerra Fredda in Europa. "Nel clima attuale un po' caotico della politica italiana, egli si erge - si legge nella motivazione - come un faro di ragionevolezza, moderazione, difesa dei valori democratici e di tolleranza, come una figura ammirata e rispettata dai membri di tutte le parti". Napolitano ha dichiarato la sua "sincera emozione" e ha espresso riconoscenza alla Fondazione che gli ha assegnato il premio con una motivazione così nobile. "E' per me di grande significato - ha detto - che sia una istituzione israeliana a riconoscere e premiare il mio impegno". Il Capo dello Stato ha ricordato che nel 1977, in Germania, ad Hannover, gli fu assegnato il Premio Leibniz Ring per il contributo dato con "l'opera di tutta una vita" all"integrazione dell'Italia nell'UE e del suo partito nella democrazia parlamentare". "Ma il premio Dan David ha ai miei occhi un valore speciale perché - ha affermato - si richiama alla singolare esperienza e autorità di uno Stato nato e sviluppatosi come democrazia parlamentare nella difficile regione del Medio Oriente, così lontana dalle tradizioni politiche e statuali dell'Europa e dell'America del Nord. Il presidente della Repubblica ha concluso riaffermando di essere un "convinto assertore dell'importanza dell'esistenza e della sicurezza dello Stato di Israele" e del fatto che il suo sistema di democrazia parlamentare sia un "punto di riferimento per l'intero Medio Oriente".

UE AIUTI CAUSA DEMOCRAZIA NEL MONDO ARABO
- "L'impegno per la democrazia non può restringersi in un orizzonte nazionale" ha detto Giorgio Napolitano ritirando a Tel Aviv il Premio "Dan David". Occorre perciò, ha aggiunto, che si affermi più democrazia e partecipazione in Europa e che l'Unione Europea "si interroghi su come favorire in senso democratico e come processi di pace l'evoluzione delle rivolte in Nord Africa e in Medio Oriente. "L'Europa unita - ha detto - deve interrogarsi - sul modo in cui favorire la causa della libertà, il rispetto dei diritti umani, l'aspirazione a forme di governo democratiche nel mondo arabo, a cominciare da quei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente in cui si sono venute manifestando forti domande di cambiamento e di giustizia". "E' interesse comune dell'Italia, di Israele, dell'Europa, dell'intera comunità internazionale - ha concluso Napolitano - contribuire a far sì che questi movimenti dal basso, la cui guida e le cui mete appaiono ancora profondamente incerte, evolvano in una marcia per la democrazia in questa parte del mondo"

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