ORA DI PUNTA

Prima di lui

il diluvio

di Ennio Simeone

Prima di lui c'era il vuoto, il nulla. Questo è quello che va raccontando Matteo Renzi e lo racconta con tanta insistenza che c'è il rischio che finisca per crederci lui stesso. Lo fa soprattutto quando va all'estero, convinto che nessuno conosca la storia dell'Italia. E lo ha fatto anche oggi  nell'incontro a Washington con gli studenti Georgetown University: "Per troppo tempo l'Italia è stata come la bella addormentata nel bosco, ma noi siamo qui per svegliarla, per dare un indirizzo al futuro". 

Si narra che Luigi XV, re di Francia dal 1715 (quando aveva appena 5 anni) fino al 1774, soprannominato "il Beneamato", conversando nella reggia di Versailles con la marchesa di Pompadour - che gli trasmetteva le sollecitazioni del popolo ad occuparsi degli affari dello Stato - rispose con nonchalance: "Après moi le déluge". Dopo di me il diluvio. Ma il premier di Pontassieve ha deciso di superare anche il supponente sovrano d'Oltralpe e non solo per durata sul trono di Palazzo Chigi: il suo motto è "Prima di me il diluvio". Il prossimo sarà: "E Matteo creò l'Italia".

  Venerdì 17 Aprile 2015
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Napolitano: spero finisca la guerra continua

Napolitano attacca

"La lotta politica

non deve essere

una guerra continua"

Redazione

"Mi auguro un'Italia più serena, meno lacerata, meno divisa dove la lotta politica non sia una guerra continua e che ci sia rispetto tra le parti che fanno politica e che competono per la conquista della maggioranza alle elezioni". Così Giorgio Napolitano ha risposto ad una domanda di uno studente che, in collegamento internet durante la festa per la scuola per i 150 anni dell'unità d'Italia, gli ha chiesto come immaginasse l'Italia tra 50 anni. Il richiamo del Capo dello Stato viene espresso nel corso della giornata della scuola nei 150 dell'Unità di Italia. Napolitano coglie l'occasione per fare un accenno all'attualità politica rispondendo ad una domanda che gli viene rivolta via web da uno studente. Il quesito al Capo dello Stato era come vorrebbe vedere l'Italia nel 2061, in occasione dei festeggiamenti per i 200 anni dell'unità del nostro Paese. "Innanzitutto - risponde Napolitano - è difficile immaginare come sarà l'Italia tra 50 anni. Dipenderà comunque molto da voi giovani. In ogni caso - continua - mi auguro un'Italia più serena, più sicura di sè e che sappia essere consapevole delle sue grandi tradizioni". Nello stesso tempo, continua, "mi auguro un'Italia più serena, meno lacerata e meno divisa con la lotta politica che non sia guerra continua". Il Capo dello Stato auspica che "ci sia rispetto reciproco tra le parti che fanno politica e che competono per conquistare la maggioranza alle elezioni".

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