ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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E' morto Andrea Geremicca

Geremicca_AndreaE' morto all'ospedale Cardarelli di Napoli Andrea Geremicca, giornalista brillante, politico popolarissimo, appassionato studioso della realtà meridionale. 78 anni vissuti intensamente: fu dirigente  di primo piano del Pci, assessore nelle giunte rosse di Maurizio Valenzi, deputato. Era presidente della fondazione Mezzogiorno Europa che aveva fondato con Giorgio Napolitano. Il quale lo ricorda come "amico carissimo, leale e generoso come pochi possono esserlo" e ne esalta "la straordinaria passione civile e politica e l'infaticabile operosità con cui ha continuato, finchè le sue forze hanno retto, a rappresentare il volto migliore della città per la sua intelligenza di una così complessa e dura realtà, per la sua capacità di iniziativa, e soprattutto per la sua dirittura morale, per il suo totale disinteresse, per la sua apertura a ogni ricerca di collaborazione e di unità - senza ombra di faziosità - per il bene di Napoli e del suo popolo".

Nello stringere in un abbraccio affettuoso tutti i famigliari di Andrea Geremicca, il Presidente Napolitano esprime l'auspicio che "il suo esempio e i frutti del suo lavoro" nella Fondazione Mezzogiorno-Europa" vengano raccolti, e che la Fondazione continui a vivere nel suo nome e nel suo ricordo".

Di lui su Twitter Antonio Bassolino scrive: "Bello era il suo sorriso e intatta la sua passione per la politica quando sono stato a trovarlo al Cardarelli. Dolore e commozione per la morte di Andrea Geremicca". 

Ai familiari, e in particolare alla moglie Tina, anche lei impegnata in primo piano per molti anni nelle battaglie politiche a sostegno delle donne del sud, e al figlio Federico, vice direttore della Stampa, le condoglianze della direzione de "l'Altro quotidiano" e dei soci della Gecem.

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