ORA DI PUNTA

Basta con

i "tribunali

spettacolo"

di Ennio Simeone

Speriamo che dal pestaggio della sorella genella di Bossetti traggano insegnamento le direzioni giornalistiche, i curatori e i conduttori dei vari talk show televisivi, che continuano con quotidiana, assillante insistenza ad occuparsi della uccisione di Yara Gambirasio (come hanno fatto per circa due anni con quella di Sarah Scazzi ad Avetrana) dando spazio, oltre che a servizi ripetitivi di giornalisti o pseudo tali armati di microfoni e di telecamere, ad improvvisati "esperti" ed "esperte" in cerca di pubblicità e di notorietà (anche per le loro attività private) che rimbalzano da uno studio televisivo all'altro emettendo giudizi e sentenze che influenzano l'opinione pubblica, ma anche l'opinione degli inquirenti. 

E nessuno venga ad ergersi a tuore della libertà di informazione perché questa non è informazione, ma cinico sfruttamento a fini commerciali di vicende umane su cui la magistratura e le forze dell'ordine devono indagare in serenità e con serietà. Finalmente lo ha ammesso e vigorosamente sottolineato, in uno dei programmi televisivi del poneriggio appena qualche giorno fa, anche il professor Meluzzi, che pure è un frequentatore assiduo di questi biechi "tribunali popolari" dove non c'è limite allo sconfinamento dei diritti degli imputati, della privacy e del segreto istruttorio. E' mai possibile che nessuno di coloro che hanno il dovere di intervenire per porre fine a questo scempio della correttezza, del buon gusto e dei codici (sia penale che etico) si decida ad intervenire? 

PS - In coerenza con quanto abbiamo scritto qui sopra e ripetiamo da tempo, abbiamo pubblicato con scarsa evidenza, e per puro dovere di cronaca, la notizia dell'avviso di garanzia inviato al padre di Matteo Renzi, anche se qualche giornale ha avanzato il sospetto che il "rottamatore a fasi alterne" sapesse già della vicenda giudiziaria paterna prima dell'ultimo attacco alla magistratura. 

  Venerdì 19 Settembre 2014
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E' morto Andrea Geremicca

Geremicca_AndreaE' morto all'ospedale Cardarelli di Napoli Andrea Geremicca, giornalista brillante, politico popolarissimo, appassionato studioso della realtà meridionale. 78 anni vissuti intensamente: fu dirigente  di primo piano del Pci, assessore nelle giunte rosse di Maurizio Valenzi, deputato. Era presidente della fondazione Mezzogiorno Europa che aveva fondato con Giorgio Napolitano. Il quale lo ricorda come "amico carissimo, leale e generoso come pochi possono esserlo" e ne esalta "la straordinaria passione civile e politica e l'infaticabile operosità con cui ha continuato, finchè le sue forze hanno retto, a rappresentare il volto migliore della città per la sua intelligenza di una così complessa e dura realtà, per la sua capacità di iniziativa, e soprattutto per la sua dirittura morale, per il suo totale disinteresse, per la sua apertura a ogni ricerca di collaborazione e di unità - senza ombra di faziosità - per il bene di Napoli e del suo popolo".

Nello stringere in un abbraccio affettuoso tutti i famigliari di Andrea Geremicca, il Presidente Napolitano esprime l'auspicio che "il suo esempio e i frutti del suo lavoro" nella Fondazione Mezzogiorno-Europa" vengano raccolti, e che la Fondazione continui a vivere nel suo nome e nel suo ricordo".

Di lui su Twitter Antonio Bassolino scrive: "Bello era il suo sorriso e intatta la sua passione per la politica quando sono stato a trovarlo al Cardarelli. Dolore e commozione per la morte di Andrea Geremicca". 

Ai familiari, e in particolare alla moglie Tina, anche lei impegnata in primo piano per molti anni nelle battaglie politiche a sostegno delle donne del sud, e al figlio Federico, vice direttore della Stampa, le condoglianze della direzione de "l'Altro quotidiano" e dei soci della Gecem.

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