ORA DI PUNTA

Magistrati 

e dilettanti

di Ennio Simeone

A sostegno del suo progetto di riforma del lavoro (per carità, chiamiamolo jobs act) Matteo Renzi aveva avviato una crociata contro gli sprechi (spending review), contro le caste (cliques), contro i gufi (jinx), e anche contro l’odiata categoria dei magistrati (judges), attribuendo alle loro ferie eccessive la principale responsabilità dei ritardi della giustizia. Quarantacinque giorni l’anno di vacanze sono troppi, aveva sentenziato, decidendo di allinearne la durata a quella degli altri lavoratori che svolgono la loro attività timbrando il cartellino ad inizio e fine giornata.  Come se i magistrati, sia giudicanti sia inquirenti, non fossero costretti, nella stragrande maggioranza, per la natura stessa del loro lavoro, a  non osservare un normale orario, sia che debbano scrivere una sentenza a casa, sia che debbano tenere udienze senza limiti di orario, sia che debbano condurre una indagine e interrogare inquisiti e testimoni.

Quella parte di opinione pubblica, arrabbiata per necessità o forcaiola per indole, sempre sensibile al richiamo ingannevole della demagogia e del populismo, ha applaudito entusiasta. E sull’onda di questi sentimenti Renzi dette disposizione alla fedele Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione, di procedere al taglio per decreto. Detto, fatto! 

Ora però si scopre che per i magistrati, quanto a ferie, non cambia proprio nulla. Perché mai? Semplicemente perché il decreto è stato scritto male:  la norma introdotta per ridurre le vacanze dei giudici è stata aggiunta alla precedente, ma senza abrogare esplicitamente la vecchia disciplina. La settima commissione del Csm, con 5 voti a favore e uno contrario, si è preso lo sfizio di farlo rilevare e di sottoporre la questione alla prossima riunione plenaria del Consiglio superiore, fissata per il 4 febbraio. In soccorso del governo è dovuto intervenire, pensate, il membro laico designato dai Cinquestelle, Alessio Zaccaria, che ha chiesto di non infierire perché si è trattato di “una svista troppo grossolana” del governo. Un governo di dilettanti allo sbaraglio: Renzi, insomma, è rimasto il boy scout d’un tempo, quando andava a far l’ospite di Mike Bongiorno per la “Ruota della fortuna”. Per nostra sfortuna.

 

  Mercoledì 28 Gennaio 2015
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A teatro quanto paghi lo decidi tu

teatro2008Allo spazio multiculturale Riunione di condominio nel quartiere di San Lorenzo di Roma è iniziata la rassegna dal titolo provocatorio: "Un mese della madonna". Quattro spettacoli di qualità, ogni domenica e lunedì, fino al 30 maggio. Tutto è cominciato il 2 maggio con un lavoro tra musica e teatro di Simone Nebbia, Gesuino e la lotta di classe, accompagnato alle corde da Marco Lima. Si prosegue l’8 e il 9 maggio con "Bim, bum, bang!", commedia sulla leggerezza delle armi, scritto e interpretato da Elena Vanni, è diretto da Tage Larsen attore e regista dell’Odin Teatret. Domenica e lunedì successivi, 15 e 16 maggio, andrà in scena Andrea Cosentino con i suoi "Primi passi sulla luna", e il 22 e 23 maggio Dario Aggioli ci farà compagnia con "Le voci di fuori". Si chiude il 29 e il 30 maggio, con "Tressicilie Abbe-cedario di decolonizzazione" scritto e diretto da Gaspare Balsamo con lo stesso Balsamo e Matìas Enoch Endrek. Tutti gli spettacoli saranno introdotti dagli interventi musicali di Simone Nebbia dal sop-palco del locale. Appuntamento alle 20.30 per quattro lavori del panorama teatrale nazionale, con un biglietto d’ingresso a discrezione del pubblico: si paga a cappello, si spende quanto è giusto!

Federico Betta

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