ORA DI PUNTA

di Stefano Clerici

Frattaglie

di porcellum

Pare proprio che la solita "strana maggioranza" abbia preso la sua decisione: al "porcellum" si taglia un po' il codino e si spuntano un po' le orecchie. Ma solo quel tanto che basta per far sì che la Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità della nostra attuale legge elettorale, possa evitare che il tanto vituperato (a parole) "porcellum" venga portato al macello.

Con questo piccolo intervento chirurgico, la "coalizione di servizio" è convinta di mettersi a posto con la coscienza, potendo affermare che eventuali nuove elezioni  politiche non potranno più essere bollate come elezioni "porcata" di calderoniana memoria. Una riforma "minimalista" l'ha definita con malcelata soddisfazione il capogruppo pdl alla Camera Renato Brunetta (partito che appare sempre più come depositario della golden share di questo governo).

 L'italiano elettore che dall'uccisione del maiale si aspettava quintalate di prosciutti, salami, lonze e culatelli, per il momento si dovrà accontentare - se gli va bene - di un paio di salsicce. Il succulento banchetto è rinviato. Si farà - se mai si farà - "in parallelo all'avvio del percorso costituzionale per le riforme", che pare sarà definito - stando alle parole del ministro Quagliariello - da una "commissione di teorici e pratici" del diritto. Riforma che poi "sarà sottoposta in ogni caso a referendum confermativo, a prescindere dal fatto che le Camere la approvino con la maggioranza qualificata".

Ed eccoci alla vera nota dolente. Comitati di saggi, finte Convenzioni, improbabili Bicamerali.  Abbiamo già visto e abbiamo già dato. Abbiamo ben capito che l'unico collante per tenere insieme il Diavolo e l'Acqua Santa è la tecnica del rinvio. Del "parliamone più in là", del "vediamo cosa ci dice l'Europa", del "nessuno tiri troppo la corda". Ma qui la corda è sempre più stretta al collo degli italiani. I quali non ne possono più di questi odiosi e interminabili giri di valzer.

  Mercoledì 22 Maggio 2013
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SCADENZE ELETTORALI

Il 26 e 27 maggio si terranno le elezioni amministrative in 530 comuni italiani con l'eventuale turno di ballottaggio il 9 e 10 giugno. Le città capoluogo in cui si voterà sono Roma, Catania, Messina, Brescia, Siracusa, Vicenza e Ancona. In Sicilia le elezioni si svolgeranno il 9 e10 giugno.

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Mozione della Lega sulla Libia. Ultimatum di Bossi

''Se non la vota vuol dire che vuol far saltare il governo''. Lo ha affermato il leader della Lega Umberto Bossi mandando cosi' un esplicito messaggio a Berlusconi sul voto alla mozione della Lega sulla Libia. Bossi che sta partecipando alla 'Batelada', una passeggiata organizzata dal Sindacato Padano sul battello al lago di Como, ha quindi ribadito il suo no all'intervento in Libia: ''Non serve a niente bombardare ammazzi solo la gente. Poveracci, poi scappano''odio personale e va oltre il bene del Paese".

LIBIA: FRATTINI, COMPLESSO FISSARE DATA PER FINE RAID - ''Fissare una data'' certa per la fine dei bombardamenti italiani in Libia, come chiede la Lega, ''e' complesso'', ma il Parlamento sara' periodicamente informato. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista a Libero. ''Possiamo ragionare su formule che sono gia' state adottate per altri Paesi. Ovvero delle formule che prevedano un monitoraggio costante del Parlamento e la sottoposizione periodica della prosecuzione o della modificazione del nostro impegno'', ha spiegato il titolare della Farnesina, rassicurando sul fatto che ''di sicuro non stiamo parlando di azioni militari che durano mesi e creano uno status quo pericoloso''. Secondo Frattini, inoltre, nelle minacce di Muammar Gheddafi di spostare la guerra in Italia ''non c'e' nulla di credibile, non c'e' mai stato''. ''All'inizio del conflitto - ha ricordato il ministro - La Russa ci spiego' che l'arsenale del Colonnello, allora al cento per cento, non era in grado di colpire il suolo italiano. Figurarsi ora con tutte le perdite che ha dovuto subire''.
MARONI: MINACCE SERIE, AUMENTATI CONTROLLI - ''Le parole di Gheddafi confermano che la situazione e' da tenere sotto controllo, lo stiamo facendo e abbiamo intensificato azioni di verifica sul territorio nazionale''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a margine dell'inaugurazione di una sede della Lega Nord. A Maroni e' stato chiesto di commentare la minaccia di Gheddafi di portare la guerra in Italia, dopo che il nostro paese ha accettato di partecipare ai raid. ''Ovviamente questa minaccia non va sottovalutata - ha risposto il ministro dell'Interno -, anche i servizi segreti non la stanno sottovalutando. Non mi sento di dire che la sua e' una battuta propagandistica''. In piu', l'uccisione la notte scorsa di uno dei figli del rais e' probabile, ha aggiunto Maroni, ''fara' arrabbiare Gheddafi ancora di piu'''. Da quando e' scoppiata la crisi libica comunque ''noi abbiamo intensificato le attivita' di controllo - ha concluso Maroni- per evitare che succeda qualcosa''.

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