Botta&Risposta

Figli di papà

La fretta può giocare brutti scherzi anche a chi ne ha fatto la sua arma preferita, come il capo del governo e del Pd Matteo Renzi. Il quale, a proposito delle devastazioni compiute dai black bloc a Milano, ha dichiarato, poco dopo che erano state spente dai pompieri le fiamme delle auto incendiate: «Hanno sciupato la festa? Hanno cercato di rovinarcela. Quattro teppistelli figli di papà non riusciranno a rovinare Expo». Ma se a mettere a soqquadro il centro di Milano erano “quattro teppistelli figli di papà” come mai chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, cioè il governo, non è stato capace di fermarli e li ha lasciati fare indisturbati? La domanda nasce spontanea. Gliel’ha rilanciata Salvini. Che ringrazia Renzi per l’assist (che in gergo calcistico significa passare la palla al compagno per fare gol).

Anticonformisti

La battagliera deputata piacentina del Pd Paola De Micheli, bersaniana e lettiana, miracolosamente ammansitasi dopo essere stata arruolata recentemente nel governo Renzi con la qualifica di sottosegretario, ha spiegato in una intervista a “Repubblica” il suo brusco mutamento di valutazione sulla legge elettorale. E invece di ammettere semplicemente che, essendo entrata a far parte del governo, non poteva non votare la fiducia (anche a se stessa), si è spinta ben oltre, affermando che non si sente “una traditrice  ma un’anticonformista”. E la spiega così: «I veri anticonformisti siamo noi. Giochiamo la partita più difficile, più scomoda. Vogliamo condizionare l'azione del governo, come fatto finora. E per farlo non bisogna essere obbligatoriamente renziani o antirenziani». Insomma nel Pd potrebbe nascere una nuova corrente da lei capeggiata, quella degli “Anticonformisti”. Potrebbero giocare in tandem con i “Responsabili”, capeggiati da Scilipoti.

Ennio Simeone

 

  Sabato 02 Maggio 2015
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AVVISO AI LETTORI: MOMENTANEO GUASTO AL SITO

Nei giorni 8, 9 e 10 aprile 2015 il sito de "l'Altro quotidiano" è stato bloccato da un guasto generato da cause tecniche non dovute a nostra reponsabilità. Ora il problema è stato risolto e il collegamento è ritornato alla normalità. 

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Mozione della Lega sulla Libia. Ultimatum di Bossi

''Se non la vota vuol dire che vuol far saltare il governo''. Lo ha affermato il leader della Lega Umberto Bossi mandando cosi' un esplicito messaggio a Berlusconi sul voto alla mozione della Lega sulla Libia. Bossi che sta partecipando alla 'Batelada', una passeggiata organizzata dal Sindacato Padano sul battello al lago di Como, ha quindi ribadito il suo no all'intervento in Libia: ''Non serve a niente bombardare ammazzi solo la gente. Poveracci, poi scappano''odio personale e va oltre il bene del Paese".

LIBIA: FRATTINI, COMPLESSO FISSARE DATA PER FINE RAID - ''Fissare una data'' certa per la fine dei bombardamenti italiani in Libia, come chiede la Lega, ''e' complesso'', ma il Parlamento sara' periodicamente informato. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista a Libero. ''Possiamo ragionare su formule che sono gia' state adottate per altri Paesi. Ovvero delle formule che prevedano un monitoraggio costante del Parlamento e la sottoposizione periodica della prosecuzione o della modificazione del nostro impegno'', ha spiegato il titolare della Farnesina, rassicurando sul fatto che ''di sicuro non stiamo parlando di azioni militari che durano mesi e creano uno status quo pericoloso''. Secondo Frattini, inoltre, nelle minacce di Muammar Gheddafi di spostare la guerra in Italia ''non c'e' nulla di credibile, non c'e' mai stato''. ''All'inizio del conflitto - ha ricordato il ministro - La Russa ci spiego' che l'arsenale del Colonnello, allora al cento per cento, non era in grado di colpire il suolo italiano. Figurarsi ora con tutte le perdite che ha dovuto subire''.
MARONI: MINACCE SERIE, AUMENTATI CONTROLLI - ''Le parole di Gheddafi confermano che la situazione e' da tenere sotto controllo, lo stiamo facendo e abbiamo intensificato azioni di verifica sul territorio nazionale''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a margine dell'inaugurazione di una sede della Lega Nord. A Maroni e' stato chiesto di commentare la minaccia di Gheddafi di portare la guerra in Italia, dopo che il nostro paese ha accettato di partecipare ai raid. ''Ovviamente questa minaccia non va sottovalutata - ha risposto il ministro dell'Interno -, anche i servizi segreti non la stanno sottovalutando. Non mi sento di dire che la sua e' una battuta propagandistica''. In piu', l'uccisione la notte scorsa di uno dei figli del rais e' probabile, ha aggiunto Maroni, ''fara' arrabbiare Gheddafi ancora di piu'''. Da quando e' scoppiata la crisi libica comunque ''noi abbiamo intensificato le attivita' di controllo - ha concluso Maroni- per evitare che succeda qualcosa''.

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