ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.
Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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Napolitano 25 aprile

LA CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE

Napolitano: «Riforme sì ma senza 

toccare lo spirito della Costituzione»

"La difficoltà delle sfide di oggi e del futuro richiedono nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione nel libero confronto delle posizioni alla ricerca di ogni terreno di convergenza": lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione del 25 aprile. "Si proceda alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato - ha continuato Napolitano - e lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali, in cui tutti possono riconoscersi, ma senza mettere in forse quei principi e quella sintesi, così comprensiva e limpida, dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua prima parte sancito".

"Nel parlare, il 17 marzo scorso a Montecitorio, delle ardue prove superate nel corso della nostra storia di 150 anni - ha proseguto il presidente -  mi sono ovviamente riferito anche e in particolare all'esperienza rigeneratrice della Resistenza come risposta a colpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione. Dalla memoria e dalla viva consapevolezza di prove come quella possiamo trarre - voglio ripeterlo - la fiducia indispensabile per affrontare le sfide di oggi e del futuro".

Applausi hanno sottolineato le parole di Napolitano mentre fischi sono stati riservati al ministro della Difesa Ignazio La Russa durante la celebrazione all'Altare della Patria. Il ministro è stato fischiato da un gruppetto di cittadini che si trovano in piazza Venezia appena ha iniziato il suo discorso. La Russa ha detto che "la Liberazione fu resa possibile dall' impegno collettivo di tutto il popolo italiano, e le Forze Armate italiane vi giocarono un ruolo centrale dando un contributo generoso e imponente. L'Italia - ha proseguito il ministro - si stringe più che mai intorno al Tricolore nel ricordo dei Caduti e dei feriti della guerra di Liberazione. Durante il conflitto mondiale ed in particolare all'indomani dell'8 settembre il popolo italiano, i civili come i militari, sopportò lutti e sacrifici dolorosi, fino a giungere alla tragedia di una sanguinosa guerra civile. Gli italiani seppero tuttavia ritrovare l'unità - ha sottolineato - e riunirsi sotto un'unica bandiera".

ROTONDI. "Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani: Dc e Pci la festeggiavano insieme, PdL e Pd abbiano lo stesso coraggio o tacciano per non disturbarla". Così il ministro per l'Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi.

PRODI. "Per avere un nuovo 25 Aprile dobbiamo riacquistare il senso di un destino comune. Il che significa rispettare lo spirito dell'Assemblea Costituente e ritrovare il valore delle regole, come esse sono scritte nella nostra Costituzione". Lo afferma l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un intervento pubblicato dal Messaggero. 

BERSANI. "Nessuno vuole uno scontro cieco. Ha ragione Napolitano": così ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, dopo le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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