ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e ad esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  prima aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta e alle esibizioni di arroganza: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire con il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso: un Presidente che mantenga soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quasi quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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Roma, Marco Parente al circolo degli Artisti

parenteLa band sale sul palco indossando i bellissimi copricapo a fiori ideati da Serena Costarelli. Marco Parente guarda il pubblico. Pausa. “Abbiamo fatto un disco”. Pausa. “Siamo qui per suonarvelo”. Dopo aver ascoltato "La riproduzione dei fiori", ultimo suo lavoro ora in tour, capiamo che è valsa la pena aspettare cinque anni. Un lavoro che riprende brani e atmosfere dallo spettacolo teatrale "Il diavoloccio", con il quale Parente in questi anni ha girato l’Italia alla ricerca di nuove e antiche suggestioni. Parlando de "La riproduzione dei fiori" è lui stesso a dirci: “Naturalmente per affrontare il miglior disco di sempre, ho dovuto mettere insieme il miglior gruppo di sempre.” Detto fato. Ad accompagnare questa grande opera si radunano collaboratori d’eccezione, vecchi e nuovi, Alessandro Asso Stefana, Vincenzo Vasi, Robert Kirby già collaboratore di Drake e Costello, Alessandro Fiori e Jeppe Catalano. Il tutto prende vita nel posto che Parente stesso indica come luogo ideale, lo studio Perpetuum mobile sotto le mani preziose e lo stile personale di Marco Tagliola. Una squadra vincente che partorisce un’opera nel solco di una qualità consolidata e sbalorditiva nei nuovi apporti di ognuno. Parole e suoni in perfetto equilibrio, citazioni sonore che vanno dai Roling Stone ai Radiohead, rievocando i tanto amati Wilco. In questo lavoro più che mai, Parente cita e capovolge, Baudelaire, Leopardi, Pavese, rimpasta materiali di diverse forme e colori. “Non mi piace spiegare le canzoni, ma in questo caso è necessario: era da tento che non vedevo il mio vecchio batterista Jeppe Catalano e alla domanda “Tu cosa fai?”, mi ha risposto “Accompagno una coppia di non vedenti per il mondo”. E l’immaginazione vola, si fa tutta occhi e suoni, crea un Virgilio contemporaneo, traghettatore dei nostri tempi che s’incarna nel pezzo “Dj J”. Queste sono l’abilità e peculiarità di Parente, costante funambolo in bilico tra citazioni personali, frasi ripescate e derive esistenziali. Per ogni informazione www.marcoparente.it

Elena Vanni

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