ORA DI PUNTA

Giustizia

è fatta

di Ennio Simeone

L'Italia finora è stata iscritta nell'album delle eccellenze europee per la sua giustizia-tartaruga, che partorisce record di anno in anno più vertiginosi di lentezza dei processi, sia civili che penali. Ma da oggi potrà ambire a un titolo ancor più ambizioso: quello della giustizia più severa nei confronti di chi froda lo Stato evadendo le tasse. Un titolo acquisito con la decisione del Tribunale di sorveglianza nei riguardi di uno dei cittadini più illustri del Paese, il cavaliere (momentaneamente sospeso dal titolo) Silvio Berlusconi.

Riconosciuto definitivamente  colpevole - dopo un processo protrattosi per anni grazie a un codice di procedura che nessun rottamatore pare intenzionato a riformare e all'abilità di avvocati remunerati anche con un seggio parlamentare -  di aver frodato lo Stato per svariati milioni di euro, questo signore si è visto cancellare la condanna a 4 anni di carcere per tre quarti da un indulto e trasformare il restante anno in "assegnazione in prova ai servizi sociali", che si tradurrà in 4 ore settimanali di permanenza in un centro anziani a un tiro di schioppo da casa sua, mentre per il resto   della giornata potrà dedicarsi tranquillamente, oltre che alle sue redditizie attività imprenditoriali, all'attività politica.

Il poverino non potrà candidarsi alle elezioni, ma il suo nome potrà campeggiare sui muri della campagna elettorale di Forza Italia e, accanto al simbolo di questo partito, sulla scheda che gli italiani si troveranno tra le mani il 25 maggio quando andranno a votare per le elezioni europee. Un messaggio esemplare per quei cittadini che sono in galera per aver frodato, in misura molto minore,  lo Stato. Un messaggio esemplare per i familiari di quei piccoli imprenditori o commercianti  che si sono suicidati all'arrivo della cartella delle tasse che non potevano pagare. Un messaggio esemplare, che darà lustro al semestre durante il quale l'Italia assumerà la guida dell'Europa.

  Giovedì 17 Aprile 2014
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Imprenditore freddato a Prati

Roma

Imprenditore freddato 

in pieno centro,

oggi gli interrogatori

Roberto Ceccarelli, imprenditore di 45 anni, è stato freddato ieri sera a Prati, quartiere bene di Roma, davanti al famoso teatro delle Vittorie. E' stato ucciso con due colpi di pistola alla schiena. Forse l'uomo si era reso conto che lo stavano seguendo e ha voltato la schiena al suo killer per scappare. La vittima aveva in tasca un assegno da 100 mila euro. Vicino al teatro c'è un albergo ma l'uomo non risulta registrato all'interno dell'hotel. Ma il killer, intorno alle 20,30, lo ha freddato in via Col di Lana, proprio davanti al teatro che in passato ha ospitato le migliori produzioni della Rai. A pochi metri, all'incrocio di via Col di Lana con via di Monte Zebio, è parcheggiata l'auto dell'imprenditore: uno degli ultimi modelli di Volkswagen Golf nera, probabilmente acquistata usata, che ha sul parabrezza l'adesivo del 'Sindacato autonomo nazionale Stampa italiana'. L'area e' stata recintata dalla polizia e sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma. Sul posto, poco dopo, sono giunti anche il figlio, avvisato inizialmente di un incidente stradale accaduto al padre, e il socio della vittima. In strada il silenzio e' stato rotto soltanto dalle urla del figlio dell'imprenditore. L'allarme e' stato lanciato da alcuni testimoni che avevano sentito i colpi di arma da fuoco. Prima del teatro c'e' una trattoria e qualcuno potrebbe aver visto il killer prima che si dileguasse. Dai palazzi che affacciano sulla strada si vedono a serata inoltrata ancora le finestre accese di alcuni curiosi che si affacciano che dall'alto vedono ancora il cadavere ancora in terra, coperto e in attesa che terminino i rilievi della polizia scientifica: in queste ore la polizia sta interrogando eventuali testimoni della vicenda.

L'imprenditore aveva precedenti penali per reati finanziari. L'uomo sarebbe stato coinvolto in passato nell'inchiesta molto nota a Roma denominata 'Lady Asl'. Una delle sedi delle sue società si trova nei pressi del Teatro delle Vittorie, nello stesso quartiere Prati, in via Oslavia, poco distante dal luogo dove è stato ucciso. 


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