ORA DI PUNTA

Beviamoci

anche questa

di Stefano Clerici

Dunque, i giudici d'appello del caso Ruby hanno "restituito l'onore" a Silvio Berlusconi. Tanto per cominciare, la concussione non esiste. Perché, a quanto pare, recenti modifiche al codice stabiliscono che di concussione si può parlare solo se il "concusso" ne ha tratto benefici personali. E non è questo il caso del funzionario di polizia al quale l'allora presidente del Consiglio telefonò per togliere dagli impicci la cara nipote di Mubarak. Secondo, la prostituzione minorile, nel caso specifico, non è reato. Perché, sia che l'ex Cavaliere abbia fatto sesso con Ruby Rubacuori oppure no, è certo, per i magistrati, che l'imputato non era a conoscenza dell'età della signorina in questione. Del resto, è risaputo che tra la gente di mondo è da maleducati chiedere  a una donna quanti anni ha.

Ora, la domanda che tutti si pongono è: cui prodest? Ovvero: a chi fa comodo questa clamorosa sentenza? Innanzitutto, è ovvio, fa comodo a Berlusconi, il quale - già condannato in via definitiva per evasione fiscale e attualmente ai servizi sociali - ha evitato che si spalancassero davvero le porte del carcere (o degli arresti domiciliari a causa dell'età avanzata che, questa sì, non può essere all'insaputa di nessuno). Poi, fa comodo a tutta Forza Italia che, fin qui dilaniata dalle fazioni, si ricompatta come un sol uomo al grido di "giustizia è fatta". 69 deputati di Fi hanno firmato una lettera, pubblicata sull'edizione speciale del Mattinale di Brunetta, che dice così: "Siamo orgogliosi di averti per leader, ancora per cento anni!".

Ma, di certo, fa comodo anche a Matteo Renzi, il quale, in caso di condanna di Berlusconi, avrebbe visto pericolosamente vacillare le fondamenta della sua politica di alleanze legata al famigerato patto del Nazareno. E il rampante presidente del Consiglio potrà ricominciare a tessere la sua trama con quel "noto pregiudicato" che ora quasi quasi veste i panni di un novello Enzo Tortora.

Vabbè che noi italiani ci beviamo tutto. Ma vaglielo a spiegare ai tedeschi!

 

  Venerdì 18 Luglio 2014
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Imprenditore freddato a Prati

Roma

Imprenditore freddato 

in pieno centro,

oggi gli interrogatori

Roberto Ceccarelli, imprenditore di 45 anni, è stato freddato ieri sera a Prati, quartiere bene di Roma, davanti al famoso teatro delle Vittorie. E' stato ucciso con due colpi di pistola alla schiena. Forse l'uomo si era reso conto che lo stavano seguendo e ha voltato la schiena al suo killer per scappare. La vittima aveva in tasca un assegno da 100 mila euro. Vicino al teatro c'è un albergo ma l'uomo non risulta registrato all'interno dell'hotel. Ma il killer, intorno alle 20,30, lo ha freddato in via Col di Lana, proprio davanti al teatro che in passato ha ospitato le migliori produzioni della Rai. A pochi metri, all'incrocio di via Col di Lana con via di Monte Zebio, è parcheggiata l'auto dell'imprenditore: uno degli ultimi modelli di Volkswagen Golf nera, probabilmente acquistata usata, che ha sul parabrezza l'adesivo del 'Sindacato autonomo nazionale Stampa italiana'. L'area e' stata recintata dalla polizia e sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma. Sul posto, poco dopo, sono giunti anche il figlio, avvisato inizialmente di un incidente stradale accaduto al padre, e il socio della vittima. In strada il silenzio e' stato rotto soltanto dalle urla del figlio dell'imprenditore. L'allarme e' stato lanciato da alcuni testimoni che avevano sentito i colpi di arma da fuoco. Prima del teatro c'e' una trattoria e qualcuno potrebbe aver visto il killer prima che si dileguasse. Dai palazzi che affacciano sulla strada si vedono a serata inoltrata ancora le finestre accese di alcuni curiosi che si affacciano che dall'alto vedono ancora il cadavere ancora in terra, coperto e in attesa che terminino i rilievi della polizia scientifica: in queste ore la polizia sta interrogando eventuali testimoni della vicenda.

L'imprenditore aveva precedenti penali per reati finanziari. L'uomo sarebbe stato coinvolto in passato nell'inchiesta molto nota a Roma denominata 'Lady Asl'. Una delle sedi delle sue società si trova nei pressi del Teatro delle Vittorie, nello stesso quartiere Prati, in via Oslavia, poco distante dal luogo dove è stato ucciso. 


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