ORA DI PUNTA

Repubblica

parlamentare!

Ma davvero?

di Ennio Simeone

Nella polemica con Matteo Renzi il segretario della Fiom, Maurizio Landini,  tra tanti argomenti  giusti e pienamente condivisibili, ne ha usato uno improprio: “Non è stato eletto” alla carica che ricopre. È lo stesso argomento adoperato frequentemente anche da esponenti dell’opposizione, che Renzi non ha mai rintuzzato ma che questa volta, a un uomo di sinistra, non ha lasciato passare liscio. E ha replicato: “Ricordo che l'Italia è una Repubblica parlamentare e che è il Parlamento ad assicurare la fiducia al governo".

Renzi ha ragione di richiamarsi alla Costituzione. Nella quale è scritto, infatti, che il presidente della Repubblica affida a un cittadino che ne abbia i requisiti (ma non necessariamente eletto dai cittadini) l’incarico di presidente del Consiglio con il mandato di proporgli una lista di ministri per la formazione di un governo che potrà entrare in funzione solo dopo aver  ricevuto l’investitura dal voto di fiducia delle due Camere. 

Ma è facile rinfacciargli che da quando, un anno fa, ha ottenuto il voto di fiducia Renzi ne ha chiesti un’altra quarantina per far approvare, senza discussioni o quasi, leggi e decreti che non al governo ma al parlamento spetterebbe fare. E la presidente Boldrini si è preso qualche insulto per averlo ricordato, sia pur con molto (troppo) garbo.

Insomma, che l’Italia è una repubblica parlamentare, Renzi se ne ricorda solo quando gli fa comodo. Per il resto considera le Camere un intralcio, come Berlusconi. E non gli basta eliminarne (o quasi) una: vuole che anche quella che rimane sia composta in maggioranza da nominati da lui. Il guaio è che nemmeno la sinistra del suo partito fa ciò che dovrebbe per ricordarglielo.

 

  Mercoledì 25 Febbraio 2015
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Imprenditore freddato a Prati

Roma

Imprenditore freddato 

in pieno centro,

oggi gli interrogatori

Roberto Ceccarelli, imprenditore di 45 anni, è stato freddato ieri sera a Prati, quartiere bene di Roma, davanti al famoso teatro delle Vittorie. E' stato ucciso con due colpi di pistola alla schiena. Forse l'uomo si era reso conto che lo stavano seguendo e ha voltato la schiena al suo killer per scappare. La vittima aveva in tasca un assegno da 100 mila euro. Vicino al teatro c'è un albergo ma l'uomo non risulta registrato all'interno dell'hotel. Ma il killer, intorno alle 20,30, lo ha freddato in via Col di Lana, proprio davanti al teatro che in passato ha ospitato le migliori produzioni della Rai. A pochi metri, all'incrocio di via Col di Lana con via di Monte Zebio, è parcheggiata l'auto dell'imprenditore: uno degli ultimi modelli di Volkswagen Golf nera, probabilmente acquistata usata, che ha sul parabrezza l'adesivo del 'Sindacato autonomo nazionale Stampa italiana'. L'area e' stata recintata dalla polizia e sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma. Sul posto, poco dopo, sono giunti anche il figlio, avvisato inizialmente di un incidente stradale accaduto al padre, e il socio della vittima. In strada il silenzio e' stato rotto soltanto dalle urla del figlio dell'imprenditore. L'allarme e' stato lanciato da alcuni testimoni che avevano sentito i colpi di arma da fuoco. Prima del teatro c'e' una trattoria e qualcuno potrebbe aver visto il killer prima che si dileguasse. Dai palazzi che affacciano sulla strada si vedono a serata inoltrata ancora le finestre accese di alcuni curiosi che si affacciano che dall'alto vedono ancora il cadavere ancora in terra, coperto e in attesa che terminino i rilievi della polizia scientifica: in queste ore la polizia sta interrogando eventuali testimoni della vicenda.

L'imprenditore aveva precedenti penali per reati finanziari. L'uomo sarebbe stato coinvolto in passato nell'inchiesta molto nota a Roma denominata 'Lady Asl'. Una delle sedi delle sue società si trova nei pressi del Teatro delle Vittorie, nello stesso quartiere Prati, in via Oslavia, poco distante dal luogo dove è stato ucciso. 


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