ORA DI PUNTA

Fico della 

Mirandola

di Ennio Simeone

Grillo e gli esponenti del movimento a 5 stelle avranno  un motivo in più per andar fieri delle loro rivoluzionarie battaglie moralizzatrici dopo l'ultima vittoria ottenuta  - benché non sul terreno (politico) ma "a tavolino" - dal presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.
Dunque il Fico - che si fregia, appunto, dell'appartenenza a quel movimento - ha posto inflessibilmente il veto alla messa in onda da parte della Rai della "partita del cuore" in programma a Firenze il 19 maggio appena ha appreso che questa iniziativa di beneficenza, programmata almeno un anno fa a sostegno di Emergency di Gino Strada, si sarebbe svolta a Firenze e che tra coloro che sarebbero scesi in campo figurava anche l'ex sindaco della città, Matteo Renzi. Con la perspicacia che connota gli esponenti grillini, questo moderno Pico della Mirandola della comunicazione ha subito ravvisato nella presenza di Renzi, divenuto nel frattempo presidente del Consiglio, alla esibizione calcistica a una settimana dalle elezioni europee gli estremi della violazione della par condicio, intuendo che un paio di passaggi ben calciati o, terribile eventualità, un gol dell'irrefrenabile giovanotto fiorentino avrebbero potuto spostare chissà quanti voti verso il Partito di cui è segretario. Risultato:  Renzi ha rinunciato a scendere in campo, ma Fico ha perso l'occasione di mostrare agli italiani il capo del governo in mutande.

  Mercoledì 23 Aprile 2014
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La Cgil: "La crisi continua a colpire il lavoro"

“Il segnale inequivocabile di una crisi ancora molto grave che colpisce duramente il lavoro”. E’ il commento del segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito ai dati sulla cassa integrazione a marzo diffusi oggi dall’Inps. “Sulla base delle vertenze e degli accordi aziendali - aggiunge -, avevamo detto che la crisi era ancora molto grave e stava ancora colpendo duramente il lavoro. I dati di marzo delle ore di cig autorizzata testimoniano esattamente questo e dovrebbero valere anche per gli ottimisti senza ragione e, soprattutto, senza concreta iniziativa contro la crisi”.

“Più di cento milioni di ore autorizzate a marzo, circa trenta milioni di ore in più rispetto a febbraio 2011”, rappresentano per Fammoni “un segnale inequivocabile ma è soprattutto il peggioramento della qualità della Cig richiesta che deve preoccupare: la differenza delle quantità dei primi tre mesi con l'anno precedente è solo nella Cig ordinaria, cioè sullo strumento che dà certezze di rientro, mentre resta molto alta la straordinaria e vola la Cig in deroga”. Questo vuol dire che “se non si interviene nel 2011 sarà battuto ogni record nel ricorso alla deroga e aumenterà la possibilità di definitiva espulsione di lavoratori dal processo produttivo”. Inoltre,  anche il dato sulla disoccupazione, prosegue il dirigente sindacale, “dovrebbe essere letto oltre il puro riferimento numerico, spiegando che al terzo anno di crisi e per la qualità delle nuove assunzioni è sensibilmente calato il numero dei lavoratori che possono raggiungere i requisiti per richiedere la indennità di disoccupazione”.

Ecco perché, fa sapere il sindacalista, “oltre alle richieste già avanzate per interventi fiscali, conferma ed estensione delle tutele soprattutto ai giovani e ai precari e alle proposte per favorire lo sviluppo che saranno al centro dello sciopero generale del 6 maggio, abbiamo nei giorni scorsi scritto una lettera al Ministro del Lavoro sugli ammortizzatori in deroga dove si chiedeva - conclude Fammoni - che venisse formalmente ribadita, come previsto nell'intesa raggiunta in Conferenza unificata fra Governo e Regioni il 16 dicembre scorso, la proroga fino a giugno dell'attuale meccanismo fino all'entrata in vigore del nuovo accordo”.

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