ORA DI PUNTA

Repubblica

parlamentare!

Ma davvero?

di Ennio Simeone

Nella polemica con Matteo Renzi il segretario della Fiom, Maurizio Landini,  tra tanti argomenti  giusti e pienamente condivisibili, ne ha usato uno improprio: “Non è stato eletto” alla carica che ricopre. È lo stesso argomento adoperato frequentemente anche da esponenti dell’opposizione, che Renzi non ha mai rintuzzato ma che questa volta, a un uomo di sinistra, non ha lasciato passare liscio. E ha replicato: “Ricordo che l'Italia è una Repubblica parlamentare e che è il Parlamento ad assicurare la fiducia al governo".

Renzi ha ragione di richiamarsi alla Costituzione. Nella quale è scritto, infatti, che il presidente della Repubblica affida a un cittadino che ne abbia i requisiti (ma non necessariamente eletto dai cittadini) l’incarico di presidente del Consiglio con il mandato di proporgli una lista di ministri per la formazione di un governo che potrà entrare in funzione solo dopo aver  ricevuto l’investitura dal voto di fiducia delle due Camere. 

Ma è facile rinfacciargli che da quando, un anno fa, ha ottenuto il voto di fiducia Renzi ne ha chiesti un’altra quarantina per far approvare, senza discussioni o quasi, leggi e decreti che non al governo ma al parlamento spetterebbe fare. E la presidente Boldrini si è preso qualche insulto per averlo ricordato, sia pur con molto (troppo) garbo.

Insomma, che l’Italia è una repubblica parlamentare, Renzi se ne ricorda solo quando gli fa comodo. Per il resto considera le Camere un intralcio, come Berlusconi. E non gli basta eliminarne (o quasi) una: vuole che anche quella che rimane sia composta in maggioranza da nominati da lui. Il guaio è che nemmeno la sinistra del suo partito fa ciò che dovrebbe per ricordarglielo.

 

  Mercoledì 25 Febbraio 2015
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Calcio. Tre big match nella 31° di campionato

IbraMilan-Inter, Napoli-Lazio, Roma-Juventus: tutto in una giornata, la 31°. Un programma ricco e interessante spalmato dalle 20.45 di sabato alla stessa ora di domenica, passando per le 12.30 del 3 aprile quando al “San Paolo” i partenopei affronteranno i biancocelesti dell’ex Edy Reja. Al centro di questo universo pallonaro c’è ovviamente il super derby del “Meazza”, autentico match- scudetto.

Il Milan capolista durante la sosta sarà riuscito a ricaricato le pile? La stessa pausa inciderà negativamente sulla lanciatissima corazzata nerazzurra? L’imminente impegno di Champions League contro lo Shalke 04 condizionerà l’Inter? Questi alcuni dei tanti interrogativi che ruotano intorno al “derby della Madonnina”. Al momento in classifica la differenza tra le due milanesi la fa proprio la stracittadina di andata, vinta dai rossoneri grazie ad un rigore procurato e trasformato da Ibrahimovic, il grande assente della gara di ritorno causa squalifica. Ma quella era un’altra Inter, piena di problemi. Era l’Inter di Benitez. Adesso in panchina c’è uno dei grandi protagonisti della “remuntada nerazzurra”: l’ex milanista Leonardo che l’anno scorso da tecnico rossonero perse entrambi i derby. Intanto, in casa Milan continua a regnare il nervosismo; Altroquotidiano.it ha avuto conferma che in uno degli ultimi allenamenti si è registrata una plateale lite tra Seedorf e Boateng.

Sull’atteso Milan-Inter una sola certezza: non sarà decisivo nemmeno in caso di vittoria milanista visto che poi ci saranno altri 21 punti in palio e il calendario sulla carta è più favorevole a Snejider e compagni. Senza dimenticare il Napoli terzo incomodo. Il distacco tra gli Azzurri e le due compagini meneghine è minimo e alla penultima giornata è in programma un Napoli- Inter da brividi. Per la banda Mazzarri però non sarà facile contro la Lazio “catenacciara”; il Napoli soffre le squadre brave a chiudersi e a far male con le ripartenze. Non a caso il team di De Laurentiis ha uno straordinario rendimento in trasferta. Curiosità: si giocò all’ora di pranzo di domenica anche Lazio-Napoli dell’andata.

Pericolo Lecce per l’Udinese champagne. I salentini in crisi di risultati hanno un disperato bisogno di punti salvezza e al “Via del Mare” venderanno cara la pelle. Punti salvezza in palio anche nel primo anticipo del sabato; alle 18 al “Rigamonti”, il Brescia contro il Bologna ormai salvo non può sbagliare. Stesso discorso per il Parma che ospita il Baripraticamente già retrocesso. Con una vittoria i ducali raggiungerebbero una zona più traquilla. Cercano ossigeno anche il Cesena che ospita una Fiorentina ancora ottimista per il raggiungimento di un posto in Europa League, e il Catania che riceve il Palermo di Cosmi rilanciato dalla vittoria contro la

capolista Milan. Per non parlare della Sampdoria impegnata a Verona col Chievo. Il “Bentegodi” sarà invaso dai tifosi blucerchiati che fanno quadrato per allontanare l’incubo B.

Decisamente più tranquilla la metà rossoblù della Lanterna genovese: Genoa-Cagliari è infatti quasi un amichevole, visto che le due squadre non hanno più niente da chiedere al campionato. Europa e prestigio caratterizzano infine il posticipo Roma-Juventus che chiuderà i giochi di questo turno. Una classica del nostro calcio, una sfida tra nobili decadute pronte a rialzarsi per tornare grandi. La Fiat e gli Agnelli vogliono investire per ridare lustro al blasone bianconero, mentre la Roma “stelle e strisce” fa sognare i tifosi giallorossi. La promessa di Thomas Di Benedetto è chiara: ”La Roma è una principessa, noi vogliamo farla diventare una regina”. L’arrivo di capitali stranieri non può che far bene all’ingessato calcio italiano. Speriamo solo che la politica e i burocrati alla Petrucci (presidente del Coni), non mettano bocca.

Fabio Camillacci

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