ORA DI PUNTA

Le preferenze

del diavolo

di Vittorio Emiliani

Per decenni abbiamo votato per la Camera col proporzionale e con le quattro preferenze. Non è andata niente male. La sinistra e in specie il Pci erano per un proporzionale praticamente puro al punto che, quando nel 1953, la Dc propose una legge che garantiva una ampia maggioranza alla coalizione di partiti che avesse raggiunto almeno il 50,1 per cento dei voti, venne subito accusata di voler fare passare una “legge-truffa”. Fino alla segreteria Natta chiunque si azzardasse a mettere in discussione il proporzionale, avanzava proposte “contrarie alla democrazia”, inquietanti, pericolose. Dopo, non più. E le preferenze divennero lo strumento della malavita, della mafia,ecc. Sono considerate ancora così in alcuni ambienti – vedi il “Corriere della Sera” di oggi mercoledì 13 novembre – un serio pericolo di manipolazione della democrazia parlamentare. Da ridere per non piangere.

Le recenti europee con tre preferenze (per giunta di genere) sono state manipolate dalle varie mafie? Non mi pare. La preferenza unica per le Comunali ha avuto lo stesso effetto inquinante? Semmai le tanto mitizzate primarie “aperte” hanno promosso sindaci al di fuori dai partiti, dal Pd soprattutto, che non hanno dato tutti prove brillantissime di sé. Tant’è che alle ultime primarie in Emilia-Romagna il duello fra un funzionario di partito, Bonaccini velocemente transitato da Bersani a Renzi, e un ex sindaco di professione storiografo, Balzani ex sindaco di Forlì, hanno registrato un calo di votanti da paura. Anche perché tutt’e due i candidati erano considerati di osservanza renziana.

Dal basso sale invece prepotente la richiesta di tornare alle preferenze o al collegio unico con primarie (vere) e ballottaggi. Ma giornali potenti (sono così favorevoli alle assemblee di “nominati”, da Renzi e Berlusconi in questo caso?) riversano contumelie sulle preferenze. Siamo tutti in mano a Mafia-Camorra-‘N drangheta SpA ? Mah...

  Giovedì 20 Novembre 2014
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Tassi Forex, grandi banche e manipolazione dei mercati *...
Il cemento che tiene unito questo nostro paese *...
Democratici incapaci di valorizzare i successi di Obama...
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Napoli, emergenza rifiuti

Emergenza rifiuti

Napoli, tonnellate

di immondizia

per le strade

Si aggrava la crisi rifiuti a Napoli. Sono circa 1.850 le tonnellate di immondizia non raccolte depositate nei cassonetti e ammassate sui marciapiedi. Una situazione critica che riguarda non solo le periferie del capoluogo campano, ma anche alcune strade del centro dove i sacchetti sono, spesso, spalmati sulla sede stradale.

Una situazione diventata ancora più grave se si considerano le temperature ormai primaverili che rendono più facile la proliferazione di ratti e insetti e il propagarsi di cattivi odori. Nel corso della notte, inoltre, sono ricominciati i roghi appiccati ai cumuli depositati lungo i marciapiedi.

Mentre i mezzi dell'Asia, l'azienda partecipata del Comune che provvede alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, fanno i salti mortali per cercare di portar via la quantità maggiore di spazzatura, sono al lavoro anche i tecnici dell'Asl che stanno stilando un elenco delle zone più a rischio e pianificando interventi di disinfestazione.

Da parte del Comune di Napoli, infatti, si fa sempre più pressante la preoccupazione sotto il profilo 'igienico-sanitario dovuto al perdurare dei rifiuti all'aria aperta. Secondo i calcoli elaborati dalla stessa Asia, infatti, la prossima domenica 3 aprile saranno pressappoco 3mila le tonnellate di tal quale non raccolte. Cresce anche l'esasperazione dei cittadini, molti dei quali oggi hanno inscenato blocchi stradali e capovolgimenti di cassonetti per richiamare l'attenzione sul problema.

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