ORA DI PUNTA

Una garanzia

di indipendenza

di Ennio Simeone

La sua biografia parla chiaro. Sergio Mattarella è proprio quello che si dice un uomo delle istituzioni, con un forte bagaglio culturale di costituzionalista, con una storia politica ricca di esperienze, con una storia familiare che lo colloca senza alcun dubbio dalla parte della legalità. Una figura che non poteva non riscuotere il consenso unanime dell’area parlamentare che due anni fa si spaccò indecorosamente e che era determinante, in quanto largamente maggioritaria nel parlamento, per la elezione del capo dello Stato: il partito democratico.

 Era l’unica scelta che Renzi poteva compiere se non avesse voluto andare disastrosamente al massacro continuando a cavalcare il “patto del Nazareno” e a esercitarsi nel braccio di ferro con quella parte del suo partito e della società che fino a pochi giorni  aveva additato come “gufi” o “frenatori”. Gli è stata suggerita da chi antepone l’unità del Pd e del paese alle voglie di vendetta: persone come Bersani, per intenderci. E lui ha capito che non poteva non raccoglierla e l’ha patrocinata. Ciò gli ha consentito di convincere anche i riottosi alleati di governo che si collocano nell’area di centrodestra, alla fine, a contribuire col il loro voto ad eleggere il presidente della Repubblica con un consenso così ampio.

Ci sono tutte le condizioni perché ora l’Italia continui ad avere un Presidente all’altezza di questo consenso, mantenendo soprattutto quella indipendenza che ha dimostrato di avere nelle vicende politiche che ha attraversato in quarant’anni di vita politica.

 

  Sabato 31 Gennaio 2015
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Nucleare. Il cdm decide lo stop per un anno

Il Consiglio dei ministri avrebbe deciso una moratoria di 12 mesi sul nucleare.  Sono questi i tempi che, a quanto si apprende da fonti governative, il consiglio dei ministri ha indicato oggi per l'iter del ritorno all'atomo. Nel provvedimento correttivo al decreto 31 sulla localizzazione dei siti, la strategia era infatti prevista originariamente a distanza di tre mesi dall'approvazione del provvedimento. Ora, con l'approvazione della moratoria di un anno, il termine per la definizione del piano programmatico è invece spostato ulteriormente in avanti a 24 mesi da oggi.

Il nucleare si ferma per un anno. Dopo il disastro giapponese e l'annuncio della "pausa di riflessione", il Consiglio dei ministri ha approvato una dichiarazione per una moratoria di un anno sulle decisioni relative alla ricerca dei siti per le centrali nucleari. La decisione è apprezzata dai presidenti delle Camere, ma non convince l'opposizione, timorosa che possa trattarsi di una 'manovra' destinata a svuotare di senso il referendum.

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