FESTIVAL DI SANREMO: VINCE FRANCESCO GABBANI. Battuti in finale Fiorella Mannoia e Ermal Meta

Francesco Gabbani ha vinto il Festival di Sanremo. Al secondo posto Fiorella Mannoia, al terzo Ermal Meta.  All’annuncio della vittoria Gabbani scoppia in lacrime. Ma riesce a dire: “Dedico questa vittoria a tutti quelli che mi hanno sostenuto, a mio fratello, a Fabio Ilacqua. E te Carlo e Maria, e tutti quanti voi. Di cuore”.

I primi a portare a casa un riconoscimento sono stati Ermal Meta, premio della Critica Mia Martini con Vietato morire, e Fiorella Mannoia, premio della sala stampa Lucio Dalla per Che sia benedetta.

Ed ecco la classifica dal 4° al 16° posto: Michele Bravi, Paola Turci, Sergio Sylvestre, Fabrizio Moro, Elodie, Bianca Atzei, Samuel, Michele Zarrillo, Lodovica Comello, Marco Masini, Chiara, Alessio Bernabei, Clementino.

Sono stati i Ladri di Carrozzelle i protagonisti del prologo del Festival di Sanremo. La band, che è stata fondata 28 anni fa ed è formata da ragazzi con diverse abilità, ha cantato “Stravedo per la vita”. L’esibizione è stata dedicata a Piero Petrullo, un ex componente che pochi giorni fa si è tolto la vita. A fine esibizione Carlo Conti, rivolto al cantante non vedente, ha detto: “sapete cosa m’ha detto oggi? Che vuole fare le scale”. “Tranquillo Carlo, le faccio a occhi chiusi”, la risposta.

 Zucchero è stato il super ospite con standing ovation con un duetto virtuale con Luciano Pavarotti sulle note di Miserere. Carlo Conti ha consegnato a Zucchero il Premio Assomusica Best European Tour.

Maria De Filippi, entrando in scena sul palco dell’Ariston, ha evitato le ‘temute’ scale. “Non le ho fatte perché sono rispettosa del festival. Facendole sarei scesa guardando solo i miei piedi”, ha spiegato a Carlo Conti.

Anche per la finale a Sanremo c’è spazio per gli eroi del quotidiano: carabinieri e poliziotti che parlano della loro attività come ‘passione’. Tra gli esponenti della polizia c’è lo zio del piccolo Samuel, il bambino che nella tragedia di Rigopiano ha perso i genitori, e Carlo Conti gli manda un saluto.

Diana del Bufalo, Giusy Buscemi e Alessandra Mastronardi sono salite sul palco dell’Ariston per presentare “C’era una volta Studio Uno”, la fiction di Rai1 dedicata al leggendario varietà della Rai. Ad animare l’incontro il comportamento simpaticamente fuori le righe di Diana del Bufalo che, dopo aver dichiarato di essere paralizzata dall’emozione, ha poi finito per monopolizzare la conversazione.

Maurizio Crozza irrompe nei panni del senatore Razzi, una delle sue maschere cult. Ironizza sullo scandalo furbetti di Sanremo (“Quando ho visto quelli che timbravano il cartellino in mutande e poi andavano a casa, ho pensato ‘ma quello è il paradiso’) e cita tra i brani preferiti ‘Papaveri e pecore’: “Alla mia fidanzata ci regalavo tante pecore e le dicevo ‘mettiti a papavero’). Dopo la presentazione da parte di Maria De Filippi, Maurizio Crozza alias Antonio Razzi porge alla conduttrice una banconota. “Tieni 10 euro, non puoi lavorare aggratis, è diseducativo per i bambini”. Poi la afferra come per stamparle un bacio, diventato ormai un format di questo festival. Crozza-Razzi bacchetta Carlo Conti che nel siparietto ‘a margine’ della scena, sbaglia le battute. Alla fine dello sketch, da buon genovese si fa ridare i 10 euro da Maria (“Sono la paghetta dei miei figli”). E Conti ringrazia nuovamente Discovery per aver concesso la liberatoria all’attore.

La super bella della finale è Tina Kunakey Di Vita, modella diciannovenne, con mamma e nonni siciliani, fidanzata di Vincent Cassel. Per gli appassionati e gli storici la sua canzone di Sanremo è “Non ho l’età”.

Commozione per Rita Pavone, che ha ritirato il Premio alla Carriera assegnatole dalla Città di Sanremo. Dopo i ringraziamenti, si è esibita sulle note di ‘Cuore’. Standing ovation anche per lei dopo l’esibizione.

”Per fare sta scala ci vuole una polizza assicurativa, tanto oggi le polizze le regalano”. Enrico Montesano è entrato in scena così, per un monologo che incrociava ricordi musicali e battute politiche. ”Prima si cantava di più … Quando ti facevi la barba cantavi. Nella pausa del lavoro si cantava al ritorno del lavoro si cantava oggi si canta a voucher a tempo determinato”. Ricordando le parole della messa in latino, ha aggiunto: “D’Alema c’ha sempre sta cosa che è infastidito c’ha le scarpe strette, se sta sul c…o da solo”. Tra i ricordi dell’era del Beat e imitazioni del falsetto del solista dei Cugini di Campagna (ormai le scarpe con le zeppe così le portano solo loro e Berlusconi), conclusione con l’imitazione della voce di Maria De Filippi.

“Siamo abituati alle bugie. Tipo un anno fa è morto in Egitto un ragazzo italiano, Giulio Regeni, e non abbiamo capito ancora perché”. Geppi Cucciari, dal palco dell’Ariston, ricorda come manchi ancora la verità sull’omicidio del giovane ricercatore. “Stasera io mi schiero dalla parte della donna: je suis patata bollente”. Geppi Cucciari conclude la sua performance all’Ariston schierandosi contro il titolo sessista di Libero sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. “Giudicare una donna per quello che molti maschi vorrebbero in dono è sbagliato”, ha detto l’attrice, che nel 2012 diede una scossa al festival con il suo appello per Rossella Urru, la volontaria italiana rapita in Algeria. Interviene Carlo Conti: “Scusate per quegli uomini cretini che fanno tante bischerate”.

Grande successo e balli in platea per Alvaro Soler, super ospite che, insieme all’orchestra, ha proposto un medley dei suoi successi, “El Mismo Sol”, “Animal” , ovviamente “Sofia”.

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