ACCADDE OGGI 19 novembre

Almanacco1942- Mentre infuria la battaglia di Stalingrado, il generale sovietico Georgy Zhukov dà il via all’Operazione Urano. L’Armata Rossa inizia una complessa manovra di accerchiamento della VI armata tedesca guidata dal generale von Paulus. Il successo dell’operazione volge definitivamente le sorti della battaglia in favore dell’URSS.

1969- A Milano le manifestazione indette dall’Unione Comunisti Italiani e dal Movimento Studentesco finiscono in tragedia. Durante gli scontri con le forze dell’ordine, l’agente della Celere Antonio Annarumma muore colpito alla testa da un tubo d’acciaio. Per molti storici, Annarumma è la prima vittima degli Anni di piombo in Italia.

1975- Muore Francisco Franco. Il dittatore governa in Spagna dal 1939. Aveva assunto il potere dopo la vittoria nella guerra civile contro le forze del Fronte Popolare, ottenuta grazie all’aiuto di Mussolini e Hitler. Dopo essere salito al potere, Franco si mantiene neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale, inviando solo una divisione di volontari che si schiera a fianco delle truppe tedesche durante la campagna contro l’Urss. Muore il 19 novembre, ma la sua morte ufficiale viene ritardata di un giorno per farla coincidere con quella di José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange spagnola. Sul caso, scoperto, ironizza tutta la stampa europea.

1977- Il presidente egiziano Anwar Sadat si reca in Israele in visita ufficiale. È il primo leader arabo a visitare lo stato ebraico. L’incontro con il primo ministro israeliano Menachem Begin inaugura una stagione di negoziati, culminata nel 1978 negli accordi di pace di Camp David, per i quali entrambi ricevono il Premio Nobel per la Pace. Il mondo arabo integralista non perdonerà mai Sadat: Il 6 settembre 1981, sarà assassinato da un appartenente al gruppo estremista al-Jihad.

2001- La giornalista Maria Grazia Cutuli è uccisa in un attentato a Sarobi, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul. Corrispondente del “Corriere della Sera”, stava seguendo nel paese le operazioni militari successive alla caduta del regime dei talebani in Afghanistan. A morire nello stesso agguato altri tre cronisti, l’australiano Harry Burton, l’afghano Azizullah Haidari, entrambi corrispondenti della «Reuters» e lo spagnolo Julio Fuentes del «Mundo».

 

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