Terremotati disertano
il corteo

20 marzo 2010

di Eloisa Covelli
Berlusconi avrebbe voluto in piazza una vasta rappresentanza di abruzzesi, testimoni del lavoro svolto nel post terremoto. Si è trovato con un manipolo di fedelissimi, nessun abitante delle nuove casette fatte a tempo di record. Andiamo su e giù per il corteo, partito dai Colli Albani, quello che racchiude tutte le rappresentanze d’Italia. E dopo parecchi andirivieni riusciamo finalmente a scovare l’angolo degli abruzzesi. Uno striscione recita: “Giovani aquilani ringraziano Berlusconi”. A portarlo aquilani sì, ma non troppo terremotati. Chiediamo chi tra loro abiti nelle nuove costruzioni, ma non ce n’è neanche uno. Gli altri sono terremotati, per così dire fortunati, perché non hanno avuto grossi danni alla casa. Tra loro due 19enni, venuti a studiare a Roma. Decisione che – ci assicurano – è stata presa da prima del terremoto.
Nel corteo sfilano pidiellini di tutta Italia: dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia. Chiudono il corteo i fan di San Potito, un paesino della provincia di Caserta. Dal Circo Massimo invece parte il corteo con la Polverini, il sindaco Alemanno e i rappresentanti del governo.
In testa al corteo dei Colli Albani i ragazzi della Giovane Italia, capeggiati dalla Meloni, rara donna nel gruppo dei giovanissimi. I manifestanti ce l’hanno in particolar modo con Di Pietro, la Bonino e i magistrati. “Di Pietro mafioso, Santoro fascista”, recita un cartellone in piazza San Giovanni. “Se ci tieni al tuo bambino non votare la Bonino”, tiene in alto una ragazza. Un manifesto fa il verso allo slogan della candidata radicale. Dal caschetto biondo viene fuori la faccia di Marrazzo con su scritto: “Ti puoi fidare?”.
“Pm giù le mani dal presidente”, c’è scritto su uno dei tanti striscioni contro la magistratura. E ancora: “Viva Napolitano, abbasso le toghe rosse” oppure “Troppi come Di Pietro, pochi come Borsellino”.

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