Silvio Berlusconi
si difende: “Telefonate lecite”
18 marzo 2010
”Le cose che ho detto sono lecite e doverose perché considero del tutto inaccettabile che il signor Santoro facesse processi in tv a persone già sotto processo senza dar loro la possibilità di difendersi. Ho detto che se si andava avanti nessun italiano avrebbe pagato piu’ il canone Rai”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo ad un comizio a Napoli. ”Con tutto quello che ci fanno a volte abbiamo le scatole piene”, ha aggiunto il premier
VERSO TRASFERIMENTO PARTE INCHIESTA SU BERLUSCONI – Potrebbe essere trasferita a breve a Roma, ma non si sa ancora in quale sede, nel giro di pochi giorni, anche entro questa settimana, una parte dell’inchiesta Rai-Agcom, quella che riguarda la posizione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Sulla ipotesi che anche il resto dell’inchiesta Rai-Agcom vada via da Trani, esiste la possibilità dell’applicazione dell’art.12 del Codice di Procedura Penale, quello contenente la norma della ‘connessione’. In questa vicenda, connessione con il reato più grave, contestato al premier, di concussione e violenza o minaccia a corpo politico amministrativo giudiziario.
CSM: NON CI SARA’ NESSUNA ISTRUTTORIA SU ISPETTORI – Non ci sarà nessuna istruttoria della sesta commissione del Csm sull’ispezione in corso alla Procura di Trani, ma i consiglieri si limiteranno ad una risoluzione di carattere generale, che ribadirà i principi del rapporto tra poteri degli 007 di Alfano e segreto investigativo. Il documento potrebbe già essere approvato in commissione la prossima settimana. Non saranno dunque sentiti a Palazzo dei Marescialli gli ispettori inviati a Trani dal ministro, né tanto meno i magistrati di quella Procura. E nemmeno sarà acquisito il mandato che il ministro Alfano ha affidato ai suoi incaricati e che tante polemiche aveva suscitato tra i consiglieri, i quali avevano ipotizzato un intervento su materie al di fuori delle competenze degli ispettori.
TERMINATA PRIMA FASE ISPEZIONE, PER ORA SI ESCLUDEREBBERO FATTI DI RILIEVO – E’ terminata la prima fase dell’inchiesta amministrativa disposta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano presso gli uffici giudiziari di Trani. Il capo degli ispettori, Arcibaldo Miller, è da stamane a Roma e – secondo quanto si è appreso – sta valutando quanto raccolto nel corso delle audizioni del procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, e del pm Michele Ruggiero. Innanzitutto sarà deciso se si renda necessario tornare a Trani o quanto appurato in questi giorni sia sufficiente a chiudere l’inchiesta, così da poterne mettere nero su bianco i risultati, “nel più breve tempo possibile”. Al momento – riferiscono fonti vicine al ministero della Giustizia – gli ‘007′ di Alfano, ai quali i magistrati di Trani hanno offerto la “massima collaborazione” nei limiti di un segreto investigativo che non poteva essere violato, non avrebbero riscontrato nulla di così rilevante da giustificare una seconda fase di accertamenti sul luogo. Gli ispettori hanno avuto incarico dal ministro di verificare se nell’indagine in cui è indagato anche il premier Silvio Berlusconi sia ravvisabile un conflitto di competenza territoriale tra Trani e Roma; se gli uffici giudiziari di Trani abbiano predisposto le opportune cautele previste dal codice della privacy nella trattazione dei dati sensibili per evitare le fughe di notizie sull’inchiesta; se vi siano stati eventuali abusi nelle intercettazioni.
AUTORITA’ AVVIA ISTRUTTORIA SU INNOCENZI – L’Autorita’ per le garanzie nelle Comunicazioni ha deciso all’unanimita’ di chiedere al Comitato etico di esprimere il suo parere sul caso Innocenzi, il commissario dell’organismo di garanzia coinvolto nell’inchiesta di Trani. A quanto si apprende, il commissario, pur essendo presente nella sede dell’organismo di garanzia, non avrebbe partecipato alla riunione del Consiglio che ha discusso del suo coinvolgimento nell’inchiesta di Trani sulle presunte pressioni del premier per bloccare Annozero e che ha poi deciso all’unanimità di aprire un’istruttoria sulla vicenda. Lo stesso presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, è stato il relatore del provvedimento, che ha attivato la verifica sul caso chiedendo un parere al Comitato etico per valutare le possibili violazioni del Codice etico dell’Autorità.
VERSO TRASFERIMENTO PARTE INCHIESTA SU BERLUSCONI – Potrebbe essere trasferita a breve a Roma, ma non si sa ancora in quale sede, nel giro di pochi giorni, anche entro questa settimana, una parte dell’inchiesta Rai-Agcom, quella che riguarda la posizione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Sulla ipotesi che anche il resto dell’inchiesta Rai-Agcom vada via da Trani, esiste la possibilità dell’applicazione dell’art.12 del Codice di Procedura Penale, quello contenente la norma della ‘connessione’. In questa vicenda, connessione con il reato più grave, contestato al premier, di concussione e violenza o minaccia a corpo politico amministrativo giudiziario.
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