Le stolpersteine
per ricordare
i deportati
27 gennaio 2010
da Berlino Natascia Orazi
E’ da quindici anni, esattamente dal 1995, che l’artista tedesco Gunter Demnig, di sua in iziativa, inserisce in alcune città della Germania, nelle strade e nei marciapiedi, delle semplici lastre di metallo “stolpersteine” di color oro, di dieci cm, su cui sono incise le date di nascita e di morte dei deportati e la notazione della loro ultima dimora per ricordare coloro che hanno sofferto e perso la vita negli anni del nazismo. Cercando di “impedire” con il suo lavoro la perdita della memoria, Gunter Demnig ha contattato le istituzioni, le scuole, i comuni, chiedendo di ricordare e partecipare aggiungendo nuove “Stolpersteine“. Le stolpersteine o “pietre di inciampo” sono state concepite per non dimenticare: ognuna di queste lastre di metallo è stata interrata in punti precisi, davanti alle case che ospitarono coloro che erano usciti per intraprendere un viaggio senza ritorno. Le case e i palazzi di oggi non sono più gli stessi, visto che dopo la seconda guerra mondiale le città tedesche vennero quasi tutte rase al suolo.
Ma i luoghi, anche se ricostruiti, conservano ancora nell’aria la voce dei dispersi. Molte sono le città tedesche che hanno aderito all’appello dell’artista: novemila ricordi hanno trovato posto in centottantasei città, dalla Germania all’Austria, all’Olanda, al Belgio. Solo Monaco di Baviera, Lipsia e Friburgo hanno rifiutato, per ora, questa particolare forma di ricordo. Berlino conta millequattrocento targhette, Amburgo milleseicento e Colonia ottocento. L’artista tedesco ha continuato la sua missione in Francia – dove sono stati interrati numerosi “inciampi”-, in Ungheria e anche in Italia a Milano e a Roma, dove domani in via della Reginella 2, nel Ghetto, Gunter Demnig posizionerà la prima stolpersteine in memoria degli ebrei italiani che hanno pagato con la vita la follia di un dittatore.
Lascia un Commento
| Articoli correlati |





