Influenza A: cautela sulla mutazione del virus -

21 novembre 2009

La mutazione del virus A/H1N1 dell’influenza A, riscontrata in tre casi in Norvegia ed anche in modo sporadico in alcuni altri Paesi, «non è necessariamente associata al fatto che il virus possa essere diventato più aggressivo o pericoloso», tant’è che essa è stata osservata sia in casi lievi che gravi. Dunque, per ora non ci sarebbero pericoli, ma la guardia resta «alta». Ad affermarlo è la virologa Ilaria Capua, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova). La mutazione di un virus, ha spiegato Capua, «è un fenomeno naturale, che può avvenire anche frequentemente, e consiste in una variazione della sequenza genomica del virus stesso». Nel caso del virus A/H1N1, ha rilevato l’esperta, «la mutazione osservata dall’Oms è stata riscontrata sia in pazienti con casi lievi di influenza A sia in casi gravi. Questo vuol dire – ha chiarito la virologa – che non necessariamente la mutazione è associata ad una maggiore virulenza, patogenicità o aggressività del virus». Capua ha inoltre confermato che, al momento, in Italia non è stata ancora rilevata alcuna mutazione del virus H1N1: «L’attenzione però – ha aggiunto – resta alta ed il monitoraggio è fondamentale perchè non si può escludere il verificarsi di nuove mutazioni del virus, eventualmente più pericolose». Un altro rischio, ha inoltre sottolineato, è quello di un «riassortimento del virus A/H1N1 con il virus H5N1 dell’influenza aviaria, perchè in questo caso si determinerebbe un nuovo virus con ogni probabilità molto aggressivo, data l’alta aggressività di H5N1». Ad oggi, tuttavia, non ci sono segnali di una maggiore pericolosità acquisita dal virus dell’influenza A ma, a fronte della mutazione riscontrata, ha concluso Capua, «va rinnovato l’invito a vaccinarsi, poichè i vaccini antipandemici utilizzati sono in grado di proteggere anche in presenza di tali cambiamenti del virus»

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