“Brenda è stata uccisa”, mistero del pc sotto l’acqua
20 novembre 2009
La transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è morta, probabilmente soffocata dal fumo, nell’incendio sviluppatosi all’alba nell’appartamento dove si incontrava spesso con i clienti, a Roma, in via Due Ponti 180, nella zona di via Cassia. Per entrare nell’appartamento i vigili del fuoco hanno dovuto sfondare la porta d’ingresso. Il corpo seminudo è stato trovato sul letto sistemato sul soppalco del monocamera di 20 metri quadrati, era supino con la testa rivolta verso sinistra, ma non presentava segni evidenti di violenza.
Poi è stato portato all’obitorio dalla polizia mortuaria. In un primo momento si era prospettata l’ipotesi di suicidio ma dopo le prime ore si è parlato di omicidio. All’interno dell’appartamento sono state trovate tracce di materiale infiammabile e il suo computer è stato trovato dentro il lavandino, completamente pieno di acqua, come se qualcuno avesse voluto distruggerne il contenuto. Uno non molto esperto, dato che così i dati non vanno distrutti. O forse qualcuno molto esperto che sta cercando di depistare gli inquirenti. La polizia scientifica ha frugato nei cassonetti vicino all’abitazione alla ricerca del cellulare di Brenda, che non è stato ritrovato, e di una bottiglia di materiale infiammabile con la quale l’assassino avrebbe appiccato il fuoco. Accanto al letto sarebbero state trovate una bottiglia di whisky e un borsone pronto.
Barbara: «Alle 5,30 era ancora viva»
In un primo momento si era parlato di suicidio anche perché un’altra trans, Barbara, aveva detto che lei era sfiduciata, che non ce la faceva più, soprattutto dopo che, il 9 novembre, era stata affrontata nei pressi di casa (il n. 180 di via Due Ponti si raggiunge con una stradina senza uscita) e rapinata del suo cellulare. Ma Barbara (una brasiliana), sentita da “l’Altro quotidiano” successivamente (particolari nell’articolo in homepage), racconta un particolare importante: «L’ho vista l’ultima volta stamattina alle 5,30 – dice -Era con un’altra trans, voleva delle gocce per dormire, perché non riusciva a prendere sonno. Era preoccupata. Le ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa, di bussare se avesse avuto bisogno, per me lei era una persona importante». A Barbara non risulta che altri avessero le chiavi dell’appartamento di Brenda, al quale, in quel dedalo di fabbricati, si può arrivare da più accessi.
Il rogo, come si è detto, si è sviluppato all’alba nell’appartamento al piano rialzato di via Due Ponti 180, un monolocale soppalcato, dove Brenda alloggiava e che usava anche per i suoi incontri. Il monolocale è situato in una zona di villini abitata da altri trans e da extracomunitari, prevalentemente provenienti dallo Sri Lanka e sudamericani, ma molto frequentata da persone che arrivano con auto di grossa cilindrata, il che lascia immaginare che si tratti di clienti d’alto bordo dei transessuali.
Eloisa Covelli
Marrazzo la chiamava “Blenda”
L’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo avrebbe avuto solo due incontri con Brenda (che lui chiama Blenda), il transessuale trovato morto oggi a Roma. Lo afferma lo stesso Marrazzo, pur con qualche margine di incertezza, nella sua deposizione dello scorso 2 novembre davanti ai pm di Roma Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli che lo hanno ascoltato come persona informata dei fatti. Nel verbale Marrazzo parla soprattutto di Natalie, il transessuale nel cui appartamento si trovava quando sono entrati i due carabinieri che lo avrebbero derubato e poi ricattato: definisce i loro rapporti «del tutto sporadici e occasionali» ed aggiunge di essergli «capitato sporadicamente di aver consumato cocaina solo durante questa tipologia di incontri». A domanda dei magistrati, poi, l’ex presidente del Lazio risponde: «Ho avuto incontri di questo tipo con un’altra persona, una certa Blenda, nome che ho letto sui giornali in questi giorni e che mi sembra di ricordare. Nell’occasione di un incontro con Blenda ricordo che è passato anche un altro trans di cui non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Blenda». Rispondendo ad un’altra domanda, aggiunge: «Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Blenda in occasione di questi incontri, ma il mio stato confusionale negli stessi, dovuto all’assunzione occasionale della cocaina, non mi mette nelle condizioni di saperlo». «Nè Blenda nè Natalie – prosegue Marrazzo – mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano»
Parla l’avvocato Petrucci.
Sulla vicenda l’avvocato di Piero Marrazzo, Luca Petrucci, ha detto che essa ha avuto “una svolta tragica e inquietante”.
Ferrero: «Le hanno voluto tappare a bocca»
«A Roma il cadavere della trans Brenda viene trovato carbonizzato. Evidentemente qualcuno le ha voluto tappare la bocca per evitare che lei dicesse tutto quello che sapeva. Evidentemente non solo Marrazzo aveva frequentato via Gradoli. Fino ad ora sulla vicenda aleggiava solo una squallida ombra di doppie morali, di politici proibizionisti con gli altri e libertari con se stessi, oggi siamo arrivati all’assassinio. La magistratura faccia il suo dovere per scoprire i colpevoli ma il punto vero è che questa seconda repubblica è marcia e con essa parte della sua classe dirigente. I mandanti vanno cercati in alto». Queste affermazioni sono contenute in una nota di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc
Luxuria: Brenda non si è uccisa
«Brenda non si è suicidata, poteva essere vista come una persona troppo scomoda». Così Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commenta a Cnrmedia la morte di Brenda, la transessuale coinvolta nel caso Marrazzo. «Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza – spiega Luxuria – viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi». «Confido nelle indagini – prosegue Luxuria – tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perchè sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità». «Brenda pochi giorni fa è stata picchiata e le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi – sottolinea – Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava». «Chi ha vissuto e visto come è stato trattato Marrazzo poteva temere molto per sè e la sua carriera – conclude Luxuria – Brenda potrebbe essere stata vista come una persona troppo scomoda. Inoltre una persona trans che si brucia con tutto quello che ha fatto e investito sul suo corpo e poi si mortifica in questo modo mi lascia con tanti dubbi»
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……E SE LA AVESSERO SUICIDATA ????? IO NON ESCLUDO ALTRI POLITICI CHE NON HANNO IL CORAGGIO DI MARRAZZO!!!!