Premiati al Quirinale, polemiche per i fondi

10 novembre 2009

“Federico Garcia Lorca diceva che il Paese che non aiuta il teatro o è morto o è moribondo. In questo settore c’è una parola che andrebbe difesa di più ed è dignità. Il teatro di prosa è sempre più seguito anche dai giovani, ma ci sono due punti su cui è indispensabile lavorare: la formazione del pubblico e la creazione di una legge sul teatro che in Italia non esiste, come nel resto d’Europa. E una legge non significherebbe spendere di più, ma spendere meglio”. Ad infiammare la platea nella giornata dedicata allo spettacolo al Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha premiato prestigiosi nomi del cinema e del teatro, è un inaspettato Massimo Ranieri. Con un discorso pieno di verve ed alquanto polemico, calorosamente applaudito dal pubblico, ha invocato a gran voce la richiesta di una legge per il teatro concludendo con un’altra citazione di Lorca: “La cultura costa molto ma l’incultura molto di più”. Per nulla convinto delle rassicurazioni del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi che aveva sottolineato poco prima la promessa mantenuta di ripristinare il Fus (fondo unico dello spettacolo) e nei primi mesi del 2010 di indire gli stati generali della cultura. “Oggi 9 novembre nessun teatro conosce l’entità dei finanziamenti” ha ribadito Ranieri. Sullo stesso tono un’agguerrita Giovanna Mezzogiorno, che dopo aver ricevuto il premio De Sica ha detto di essere stata sempre “fedele ai fondamenti non solo di una professione ma di un corretto vivere civile – ha proseguito l’attrice – ci sono professionisti di grande valore ma troppo spesso si tende a prediligere la visibilità, la vanità ed il nepotismo a scapito della professione”. Ha poi lanciato un appello al Capo dello Stato: “I finanziamenti pubblici andrebbero dati in una logica di trasparenza”. Durante la cerimonia Napolitano ha poi consegnato i premi “Vittorio De Sica” istituiti più di trent’anni fa da Gian Luigi Rondi e il premio “Eti-Olimpici del Teatro”. “Una parte essenziale dell’immagine dell’Italia nel mondo la dobbiamo al vostro lavoro di qualità – ha detto il Presidente – Continuate così, abbiamo bisogno della vostra creatività. Vi siamo grati per il vostro lavoro”. I riconoscimenti sono stati assegnati allo sceneggiatore e regista Neri Parenti, al produttore Alfredo Bini, a Ilaria Occhini per il film “Mar Nero”, A Marco Pontecorvo per il suo esordio alla regia di “Pa-ra-da” ed a Marco Risi per “Fortapasc”. La lista prosegue con gli attori: Antonio Albanese, Luca Argentero, Claudio Bisio, Jasmine Trinca, Alessandro Gassman, Giuliana Lojodice. Il Quirinale è stato teatro anche di uno storico e caloroso abbraccio tra Christian De Sica e Massimo Boldi, per lunghi anni protagonisti assoluti dei cine-panettoni seguito da un burrascoso divorzio artistico. Boldi si è detto felice per il premio, arrivato quasi a risarcimento del mancato David di Donatello. “Mi sarebbe piaciuto condividerlo con Christian”. Per le altre arti sono stati premiati: Riccardo Bofil, Enzo Cucchi, Maja Plisetskaja, Dacia Maraini, Andrea Bocelli, Moni Ovadia ed Umberto Veronesi. Al presentatore Mike Bongiorno, scomparso lo scorso 8 settembre, è andato il premio alla memoria ritirato dalla moglie Daniela Zuccoli. Il premio speciale internazionale Eti a Jeremy Irons e premio speciale a Franca Valeri.

Luciana Vecchioli

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