La convenzione sui diritti dell’infanza compie 20 anni

8 novembre 2009

20 candeline per la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia. Il prossimo 20 novembre, infatti, la Convenzione, approvata il 20 novembre 1989, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York ed entrata in vigore il 2 settembre 1990, compie 20 anni. L’evento cadeva esattamente a 30 anni dall’approvazione, da parte dell’Assemblea Generale, della Dichiarazione sui diritti del fanciullo (20 novembre 1959). La Convenzione, strumento di promozione e di protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, come spiega l’Unicef sul proprio sito, ha introdotto per la prima volta l’idea del bambino come soggetto di diritti invece che mero oggetto di tutela e protezione da parte del mondo adulto. Essa ha presentato concetti nuovi come il rispetto dell’identità del bambino, della sua privacy, dignità e libera espressione e ha ripreso, ampliandoli e specificandoli, i principi stabiliti dalla Dichiarazione del 1959. Ma, soprattutto, la Convenzione è il primo trattato universale e multilaterale che ha stabilito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino, vincolando gli Stati a rispettarli concretamente e a presentare regolarmente rapporti sull’attuazione. Tali rapporti devono essere resi a un apposito Comitato Onu sui diritti dell’infanzia, composto da personalità indipendenti di provata esperienza e fama internazionale. La Convenzione sui diritti dell’infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Contempla l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini. L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge numero 176 e a tutt’oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell’Onu, sono parte della Convenzione. In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori. Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall’articolo 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all’obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell’Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull’attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione. Secondo la definizione della Convenzione sono «bambini» (il termine inglese «children», in realtà, andrebbe tradotto in «bambini e adolescenti») gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3). Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonchè il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13). I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonchè alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34). La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili. Alla Convenzione si affiancano due Protocolli opzionali approvati dall’Assemblea generale Onu nel 2000 e ratificati dall’Italia con legge 11 marzo 2002, numero 46, concernenti la vendita di bambini, la prostituzione e la pornografia riguardante i minorenni e il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati.

Un Commento a “La convenzione sui diritti dell’infanza compie 20 anni”

  • Fata Garbatella scrive:

    Purtroppo questa Giornata Internazionale dell’Infanzia che ha lunghe radici che affondano al lontano 1919, a mio aavviso è ancora tanto poco sentita…e se è sentita si pensa ai bambini lontani GIUSTAMENTE, ma potrebbe far dimenticare od evidenziare i bisogni dei bambini che abbiamo sotto gli occhi. Questa mattina un bambino si è rivolta a Fatagarbatella perchè era stato amle alla gola, aveva dei segni lievi sulla gola che potevano essere forse lividi…c’è molto da lavorare per gli abusi all’infanzia, ma c’è tanta rimozione da parte del mondo adulto. A mio avviso l’infanzia è molto troppo strumentalizzata e questa convenzione dovrebbe essere più rispettata da tutti i partiti che giocano ma non producono, infatti non abbiamo ancora un GARANTE NAZIONALE PER I DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA…siamo tutte e tutti responsabili
    Giovanna Mireella Arcidiacono
    Presidente del Tempo Ritrovato
    alias Fatagarbatella

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