Il tribunale ha deciso: Sansonetti non potrà più usare il nome “l’Altro”

16 ottobre 2009

Piero Sansonetti e l’editrice Big (Broadcasting Innovation Group) non potranno continuare a pubblicare il giornale “l’Altro”: dovranno cambiare con decorrenza immediata la testata. Questa la decisione della 9° sezione del Tribunale di Roma, con provvedimento d’urgenza adottato dal giudice Marzia Cruciani nella causa civile promossa dalla Gecem (Gestione cooperativa editoria multimediale) editrice de “l’Altro quotidiano” – con diffusione cartacea e via internet: www.altroquotidiano.it – e dal direttore responsabile Ennio Simeone. Il giudice ha accolto in pieno la tesi sostenuta dai legali della Gecem, il professor Romano Vaccarella e l’avvocato Fabio Lepri, che avevano argomentato ampiamente il pericolo di confondibilità tra le due testate creato dalla denominazione scelta – successivamente alla registrazione di quella della Gecem – da Sansonetti e dalla Big e la sussistenza di violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale nel comportamento dell’editrice e del direttore responsabile de “l’Altro”, che reca sotto la testata la scritta “la sinistra quotidiana”.
Pertanto, oltre ad attenersi alla inibizione dell’uso della testata, essi sono sottoposti a una penale di 5000,00 euro per ciascuna violazione e inosservanza del provvedimento e incorreranno in una ulteriore penale di 500,00 euro al giorno per l’eventuale ritardo nell’esecuzione dello stesso. La decisione del Tribunale dovrà essere pubblicata a loro spese sui quotidiani “Corriere della sera” e “l’Unità”.
La controversia si era aperta in aprile, allorché da Sansonetti venne dato l’annuncio in tv di avere in programma la pubblicazione di un nuovo quotidiano con la testata “l’Altro”, la stessa, cioè, che la cooperativa di giornalisti e Simeone avevano registrato nel settembre del 2008 e di cui avevano pubblicato un numero in marzo. Benché preventivamente avvertito, Sansonetti e la sua società editrice avevano ignorato anche una diffida ricevuta per vie legali dal professor Vaccarella e dall’avvocato Lepri, e il 12 maggio avevano dato il via alla pubblicazione de “l’Altro” con relativo sito internet, laltroquotidiano.it. Di qui l’inevitabilità della azione legale da parte della Gecem, che ha comportato un giudizio con tre udienze, l’ultima delle quali il 23 settembre.

10 Commenti a “Il tribunale ha deciso: Sansonetti non potrà più usare il nome “l’Altro””

  • andrea brunetti scrive:

    se è per questo la vostra testata è copiata pari pari dall’unità. che fare?

  • Pino Novisa scrive:

    Egregio Direttore, si abbia tutta la mia solidarietà. Tenga duro e continui a fare giornalismo onesto come ha fatto fino ad ora.
    Pino Novisa (elettore di centrodestra).

  • tigri scrive:

    mah

  • Dallacqua scrive:

    Provvedimento vergognoso, avete un simbolo rubato all’unità e avete anche il coraggio di fare questi ricorsi?

    Abbiate la dignità almeno di cambiare l’apostrofo rosso.

  • Paolo scrive:

    Vergognatevi! Oltre l’artico zeppo di imprecisioni, oltre ad avere avvocati berluscones, anche nel merito….suvvia! Confondibilità tra il vostro sito inesistente e l’Altro di Sansonetti? Ma fatemi il piacere! Bene vi dovrà anche pagare la pubblicità sul corriere… Così migliaia di persone che mai avevano sentito nominare il vostro giornalino, verranno a leggervi. Forse è questo il vero motivo, farvi pubblicità! VERGOGNA!!

  • daniela scrive:

    Cari ragazzi i miei complimenti per una decisione del tribunale che vi dà giustizia. Io non capisco gli altri commenti, a parte Pino Novisa, ma sono amici di Sansonetti? Paolo dice che dovete vergognarvi. E di cosa perchè avete avuto la fortuna di farvi rappresentare in tribunale dal professore Vaccarella che difende Berlusconi? Veramente, caro Paolo, Vaccarella ha difeso anche D’Alema contro Bertinotti, in una battaglia tutta di sinistra. Poi, non mi pare che questo giornale abbia bisogno della pubblicità del Corriere. Se sei intervenuto significa che già lo conoscevi… oppure, perdonami, sei stato indotto da qualcuno ad attaccare Simeone e l’allegra brigata? Mi sa tanto che questa sia la verità. Altro in bocca al lupo e continuate sempre così. Hasta siempre…

  • Paolo scrive:

    No, cara Daniela, non lo conoscevo, l’ho purtroppo conosciuto leggendo che uno speudo giornale che non esce in edicola (almeno fin ora… trovato finanziamenti interessanti con questa triste operazione?) ha fatto cambiar nome ad un giornale libero ed indipendente che cervava di farsi strada l’Altro, appunto, quello di Sansonetti. Se questi sdono i metodi del caro Simeone e dell’”allegra brigata” beh, complimentoni.

  • Daniela scrive:

    Paolo, ma conosci la legge? Sansonetti non ha seguito le regole, era stato avvisato che c’era un giornale registrato prima del suo con il nome Altro, ma lui se n’è fregato. Poi parli di finanziamenti: secondo me qualcuno ti imbecca male. Questo giornale ha fatto benissimo ad adire alle vie legali e ha avuto ragione. Inutile che Sansonetti faccia la vittima. Spero,Paolo, che tu abbia la mente aperta e analizza i fatti storici. E ancora hasta siempre…

  • delvino scrive:

    il comunista. io lo chiamerei proprio così.

  • enrico sbandi scrive:

    ma… rispettare le leggi, no? se tutti, a sinistra come a destra, cominciassero anche nelle cose piccole, ad avere comportamenti semplicemente rispettosi, forse si determinerebbero le condizioni per migliorare il paese, pur nella diversità delle opinioni. sansonetti sapeva, arrogantemente se n’è infischiato e ora paghi. magari succedesse a tutti i livelli, dai piccoli debiti non onorati fino alle questioni di maggiore rilevanza, crescerebbe anche la fiducia in chi amministra la giustizia. bravo ennio simeone, con l’abbraccio affettuoso che si deve a un grande maestro di giornalismo

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